Il Tirreno

Prato

Misericordia, ora la guerra è sul nome

Misericordia, ora la guerra è sul nome

Oste vuole fregiarsi dell’appellativo, il vescovo di Pistoia si affida alla Confraternita nazionale che però lo nega

4 MINUTI DI LETTURA





PRATO.

Arriva ancora benzina ad alimentare l’infuocata vicenda che vede coinvolte la Misericordia di Prato e la sezione di Oste, a tre mesi dall’inizio della contesa (il 16 agosto scorso l’Arciconfraternita stabilì il commissariamento della sezione di Oste che rispose con l’occupazione della struttura e una resistenza a oltranza). Giunge adesso una nuova presa di posizione da parte del presidente della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia, Roberto Trucchi, il quale conferma il mancato riconoscimento della “Nuova Misericordia di Oste” con una disposizione che tira le orecchie a don Simone Amidei, correttore della sezione di Oste, e coinvolge anche il vescovo di Pistoia, monsignor Fausto Tardelli, che era intervenuto nella vicenda con un decreto di riconoscimento della Confraternita, reso pubblico, secondo Roberto Trucchi, in modo fuorviante da parte della Parrocchia di Oste. L’ultimo atto della questione risale a due settimane fa quando il giudice Gianluca Morabito aveva respinto con un’ordinanza datata 30 ottobre il ricorso di urgenza presentato dalla Misericordia di Prato con il quale si richiedeva il riconoscimento del commissariamento e lo sgombero immediato della struttura da parte dei volontari di Oste. La decisione del giudice aveva subito suscitato l’entusiasmo dei sostenitori della sezione che, a rinforzo della svolta a favore di Oste, attraverso sia la pagina facebook sia il sito della Parrocchia locale aveva diffuso il 31 ottobre un comunicato che rendeva noto il decreto di riconoscimento del Vescovo Mons. Fausto Tardelli, a sua volta datato 4 ottobre. Roberto Trucchi, nella nota specifica che «a Oste esiste una sezione appartenente all’Arciconfraternita della Misericordia di Prato e per questo motivo non può essere istituita nessuna altra associazione che abbia nel titolo il riferimento al nome «Misericordia». Si tratta, continua il comunicato, di una «precisazione fondamentale per chiarire e dare seguito a quanto prescritto dal vescovo di Pistoia Fausto Tardelli nel decreto di riconoscimento canonico della sedicente Misericordia di Oste, richiesto da don Simone Amidei, parroco di Santa Maria Madre della Chiesa di Oste». Infatti, prosegue, «secondo la notizia diffusa da don Amidei sul sito web della parrocchia di Oste e poi attraverso un comunicato stampa inviato agli organi di informazione, nel decreto emesso in data 4 ottobre monsignor Tardelli, visto lo statuto della «Confraternita della Misericordia dell’Oste», approva tale Confraternita, quale associazione privata di fedeli laici in seno alla Chiesa Cattolica. Peccato che nella comunicazione si ometta, colpevolmente e in modo strumentale, un aspetto fondamentale del decreto. Il vescovo Tardelli, in modo chiaro e senza giri di parole, prescrive che il nome «Misericordia» potrà essere mantenuto a condizione che la Confederazione Nazionale delle Misericordie accetti la nuova associazione di fedeli laici nel suo seno. In caso contrario, l’associazione, come precisa il decreto vescovile, dovrà assumere una diversa denominazione». «A questo punto – afferma il proposto della Misericordia di Prato Gianluca Mannelli – ci pare evidente che la nuova associazione di fedeli laici deve assumere diversa denominazione in quanto è stato lo stesso Vescovo a porre una simile condizione. Ci pare una cosa gravissima aver diffuso la notizia del decreto in modo incompleto. I comportamenti del Consiglio di Oste hanno fatto venir meno la fiducia tra il Magistrato dell’Arciconfraternita e l’organo direttivo di quella sezione». Anche la sezione di Oste interviene con alcune precisazioni, spiegando che il vescovo Fausto Tardelli, con il suo decreto, ha riconosciuto la realtà associativa della confraternita ostigiana a prescindere dalla denominazione che essa sceglierà, a seconda dell'esito della richiesta di riconoscimento avanzata alla Confederazione Nazionale delle Misericordie d'Italia. La nota di Oste precisa ancora che nel decreto è presente «la clausola che, per quanto riguarda il nome di “Misericordia”, tale denominazione dovrà ottenere l’accettazione della Confederazione Nazionale delle Misericordie». Questa realtà associativa, quindi, operante sul territorio di Oste di Montemurlo è, dunque, la “Confraternita della Misericordia di Oste” approvata il 4 ottobre 2016 e, conclude, «il mantenimento della denominazione “Misericordia” dipenderà dalla risposta affermativa alla richiesta di entrare a far parte della Confederazione delle Misericordie d’Italia. La Confraternita della Misericordia di Oste non cambierà le attività e le finalità previste dal suo statuto anche se dovesse scegliere un'altra denominazione».

Intanto l’Arciconfraternita della Misericordia di Prato e il commissario della sezione di Oste Massimiliano Iacolare hanno proposto reclamo contro la decisione del giudice Morabito di rigettare la richiesta di provvedimento d’urgenza.

Francesca Vattiata

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa