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Prato

Il M5S attacca il Pd «Politica sanitaria schizofrenica»

Il M5S attacca il Pd «Politica sanitaria schizofrenica»

Sotto accusa il ravvedimento tardivo sui posti letto dell’ospedale S. Stefano, liste d’attesa e convenzioni

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PRATO. I cittadini lo denunciavano da anni. Partiti e movimenti d'opposizione al Pd, anche. Su questa linea anche il mondo sindacale. Che il nuovo ospedale di Prato fosse troppo piccolo era diventato un po' come il segreto di Pulcinella. Ora però si volta pagina. Si decide di ampliarlo, di aggiungere posti letto perché i 540 non bastano più: è notizia degli ultimi giorni. Cosa è cambiato? Il Movimento Cinque Stelle vuole vederci chiaro, con una doppia interrogazione presentata dal consigliere regionale Andrea Quartini. Viene chiesto alla giunta, in sostanza, di recitare un bel "mea culpa". «Fino a poco tempo fa il governatore Rossi e l'assessore Saccardi tenevano a rassicurare tutti sul buon funzionamento dell'ospedale, poi improvvisamente tutto cambia dopo che s'affaccia sulla scena politica il sottosegretario Giacomelli che lamenta l'inadeguatezza dei posti letto. Ma cosa contano di più, le gerarchie interne al Pd o la volontà dei cittadini che da tempo lamentavano la carenza del nosocomio?». È un fiume in piena Quartini, affiancato dai consiglieri comunali pentastellati Silvia La Vita e Gabriele Capasso. Parla di "schizofrenia" nei numeri, a partire da quei 40 milioni promessi per la sanità pratese a settembre (assunzione di nuovo personale, potenziamento del territorio, rafforzamento del pronto soccorso, demolizione del vecchio ospedale) e non riguardanti però l'ampliamento del "Santo Stefano". «Mai vista la delibera relativa, in compenso si annunciano 5 milioni di euro del Governo per costruire una nuova palazzina accanto all'ospedale. Chiediamo all'assessore Saccardi e al governatore Rossi di rendere conto del fallimento della politica sanitaria: il Pd deve assumersi le proprie responsabilità». Quartini fa presente che «in una risposta ad una recente interrogazione del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale, il direttore generale dell'Usl Toscana Centro sosteneva che non risultava "alcuna comunicazione in merito alla necessità di ampliare i servizi ospedalieri", facendo presumere che posti letto fossero sufficienti». Sotto accusa anche la genesi del nuovo ospedale secondo il metodo del "project financing": «E pensare che ogni anno il concessionario privato incassa 20 milioni di euro, un vero controsenso», ricorda la consigliera comunale La Vita che snocciola tutti i mali della sanità pratese, dalle liste d'attesa per entrare nelle Rsa a quelle delle visite specialistiche. E l'ampliamento del "Santo Stefano"? Per il Movimento 5 Stelle suona come un "rattoppo". «Sempre meglio comunque ampliare piuttosto che convenzionare le strutture private come ha fatto a Prato l'Asl con Villa Fiorita per ricavare i posti destinati alle cure intermedie. Noi siamo per la sanità pubblica».

Maria Lardara

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di Redazione web