Il dolore
Primo via libera per un albergo nell’ex Ilcat
La commissione urbanistica ha esaminato il piano di recupero presentato dalla famiglia di imprenditori tessili Bini in via Ciliani: 70 camere su 4 piani
PRATO. Settanta camere, distribuite su tre piani, un ristorante, una quota di commerciale al piano terra e un parcheggio da 24 posti auto interrato. Sono queste le funzioni del nuovo albergo che nascerà in via Ciliani, all’angolo con via Bogardo Buricchi, a Chiesanuova, al posto della ex fabbrica Ilcat di proprietà della famiglia di imprenditori tessili Bini (nuovo stabilimento in via Piemonte).
Il piano di recupero che prevede l’abbattimento dell’edificio industriale per realizzare ex novo l’albergo, è stato presentato l’altro giorno in commissione urbanistica e ha ottenuto un via libera preliminare. Significa che l’iter burocratico sarà ancora lungo ma è comunque materia sulla quale lavorare a patto di migliorare il progetto - realizzato dalla studio di architettura studio Cantini, Tassi - recependo alcune indicazioni della commissione che a sua volta ha accolto le condizioni indicate dal Servizio mobilità e infrastrutture.
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Via libera condizionato, dunque, alla realizzazione e alla cessione al Comune di un parcheggio pubblico da 50 posti auto in via Magra (strada senza sfondo), con la realizzazione di un tratto di nuova viabilità tra via Magra e via liliana Rossi, parcheggio che dovrà essere completo di illuminazione e sottoservizi.
Per quanto concerne l’area interessata al progetto l’esigenza, secondo la commissione e gli uffici tecnici della mobilità e dell’urbanistica, è di reperire un numero congruo di parcheggi «in una zona - spiega il presidente Massimo Carlesi - densamente abitata e che da sempre soffre di carenza di spazi di sosta per le auto». Dunque grazie all’arretramento del fronte del nuovo edificio che avrà volumi coperti pari circa alla metà degli esistenti, verranno realizzate in via Ciliani altre 17 piazzole di sosta a pettine a uso pubblico (anche queste da cedere al Comune) e 24 posti auto privati, a disposizione dell’hotel, in superficie.
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Il progetto originario prevedeva una pensilina del bus la sosta a servizio dell’albergo, ricavata all’interno della proprietà privata, anche questa eliminata, in quanto il mezzo pubblico avrebbe dovuto uscire a retromarcia per tornare sulla pubblica via. Il nuovo stallo è stato individuato in via Buricchi e anche in questo caso l’onere della costruzione toccherà ai proponenti il piano di recupero con obbligo di cessione. Infine dovranno essere calcolati gli extraoneri presenti in caso di variante urbanistica. Sì perché il piano di recupero visionato dalla commissione urbanistica, è diverso da quello presentato nel 2012 e che prevedeva di abbattere l’edificio industriale ma per costruire una quarantina di appartamenti.
«Secondo la commissione - spiega Carlesi - è comunque positivo che si sia passati da un intervento nel quale erano previste solo case a uno nel quale si chiede di realizzare un’attività economica che darà lavoro ad almeno una decina di persone. Tanto più - conclude - in una fase che permane di stagnazione del mercato immobiliare, con un numero impressionante di appartamenti vuoti e le concessioni edilizie che restano nei cassetti degli uffici perché non vengono ritirate».
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