Il Tirreno

Prato

Allarme in Tribunale processi a rischio

Allarme in Tribunale processi a rischio

Dovrebbero esserci 64 cancellieri, ce ne sono solo 42

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PRATO. Il rischio è quello di veder aumentare le prescrizioni e crescere ulteriormente i tempi della giustizia. Del resto il Tribunale di Prato nel prossimo biennio sarà in una situazione di emergenza rossa. A fronte dell'arrivo di 6 giudici (al posto di 5 che se ne vanno) non ci sarà alcun aumento di personale amministrativo. A lanciare l'allarme, l'ennesimo, per una situazione che giorno dopo giorno va aggravandosi il presidente del Tribunale Nicola Pisano che in estrema sintesi fa sapere che l'arrivo del giudice in più sarà vanificato dal fatto che invece i cancellieri non aumenteranno. Anzi. Peggio. Nei prossimi mesi lasceranno Prato, tra pensionamenti e trasferimenti, cinque cancellieri. In una situazione già drammatica. "Abbiamo il 34 per cento in meno di cancellieri previsti in pianta organica. E presto arriveremo a uno scoperto del 40%", spiega il presidente Pisano. Tradotto in numeri a Prato dovrebbero esserci 64 amministrativi e invece ce ne sono 42,5. A cui tra la fine dell'anno e i primi mesi del 2017 si dovranno sottrarre gli altri 5. Persone che non saranno, almeno per i prossimi due anni, sostituite. Le motivazioni sono le più varie. «Non ci sono richieste per venire a Prato - sottolinea Pisano - e nessuno dei dipendenti della Provincia di Prato ha chiesto di essere trasferito al Tribunale. Non potendo fare trasferimenti forzosi da lì non arriverà nessuno così come ci è stato risposto negativamente per eventuali trasferimenti all'interno dell'area. Dell'ipotesi di utilizzare personale dei Comuni non ho saputo più niente. Non sono rientrati nell'argomento dopo che, a luglio, fu fatta questa ipotesi durante la visita del sottosegretario Lotti. L'unica soluzione possibile è quindi il concorso annunciato dal Ministero per cui, è evidente, i tempi saranno lunghi. Due anni ad essere ottimisti». Intanto a Prato il tribunale boccheggia. In un Risiko di trasferimenti interni nel tentativo di mettere toppe da una parte o dall'altra. «Se il civile si barcamena - mette in evidenza Pisano - è il penale a preoccuparmi. I processi, pena la nullità, senza cancelliere non si possono fare. E quindi abbiamo un arretrato di 6mila procedimenti. Nei mesi scorsi nelle cancellerie abbiamo utilizzato stagisti, personale Caritas ma nonostante il lavoro egregio la situazione è complicata. Ho programmato 10 giornate di udienze per ogni giudice: potremmo arrivare a 12, i giudici sono disponibili, ma senza cancellieri come devo fare?». Una soluzione sarebbe quella di chiudere ulteriormente il front office per trasferire il personale nelle aule ma creerebbe disagi ulteriori. Con l'arrivo di un giudice in più per assurdo «potrebbe crearsi una situazione ancora più difficile da gestire». Giustizia lenta significa prescrizioni. «Da questo punto di vista i dati non sono peggiori rispetto ad altre città: la prescrizione incide intorno al 9% della massa dei processi. Nel 2015 ci sono state 1000 archiviazioni per prescrizione arrivate già dalla procura mentre oltre 150 si sono prescritti in dibattimento». A dare una mano c'è ora l'Ordine degli avvocati ma non può essere una soluzione. «Stiamo per firmare un protocollo d'intesa - spiega il presidentedell’Ordine Lamberto Galletti - per aiutare le cancellerie del Tribunale nel lavoro di front office. Creiamo una serie di doppio binario utilizzando il nostro personale che predisporrà la documentazione da portare in cancelleria, compreso il calcolo di quanto c'è da pagare, in modo che i cancellieri avranno meno tempo da dedicare a ogni pratica. In più abbiamo attivato un computer che consentirà l'inoltro e la consultazione delle pratiche».

Ilenia Reali

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