Il Tirreno

Prato

Francesco visto da vicino «Grande comunicatore»

L’incontro col capo della gendarmeria e col direttore della sala stampa vaticana a un anno dalla visita a Prato: «Non è bravo col web ma controlla tutti i tweet»

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. «Un grande comunicatore. Che comunica se stesso». Parole di Domenico Giani, comandante della gendarmeria vaticana che ieri in palazzo vescovile ha preso parte, insieme al direttore della sala stampa della Santa Sede Greg Burke, all’incontro promosso dalla diocesi per ricordare la visita in città di Papa Francesco il 10 novembre 2015. I due ospiti, che più di altri sono a stretto contatto con il Pontefice, hanno raccontato episodi che fanno emergere ancora una volta l'umiltà di quel vescovo "venuto dalla fine del mondo" entrato nei cuori di tutti. Dopo i saluti del vescovo Franco Agostinelli e del sindaco Matteo Biffoni, è toccato ad Andrea Fagioli, direttore di Toscana Oggi, chiedere curiosità a Burke e Giani su come è stare accanto ad un Pontefice. Il portavoce della sala stampa vaticana concorda con Giani: «Francesco è un comunicatore». Il giornalista racconta di come Francesco si accosti al sacramento della confessione ogni due settimane, di come si senta perfettamente a suo agio in aereo quando al ritorno da un viaggio apostolico tiene la conferenza stampa. «È il Papa a volerla», specifica Burke. Alla domanda di come se la cava Francesco con Internet, il giornalista sorride: «Il Santo Padre non è bravo con la tecnologia ma controlla ogni singolo tweet per approvarlo». Un Papa che ci ha abituati fino dall'inizio del suo pontificato a un modo di fare semplice. «L'inizio - ammette Domenico Giani - per noi della sicurezza non è stato facile». Quindi ricorda un episodio: «Quando in Brasile siamo rimasti bloccati in auto su un viale il Papa mi ha detto che voleva proseguire a piedi, così poteva salutare i fedeli». Giani rammenta anche la recente visita del Pontefice alle zone terremotate. «In auto - racconta - eravamo io, il Papa e l'autista. In un'altra macchina qualche uomo della sicurezza. È stato Francesco a non volere nessuno, mi disse che non avrebbe avuto senso che il vicario di Cristo si recasse ad incontrare chi ha la vita distrutta da quell'evento con tutto il seguito dei suoi collaboratori. La sua era la necessità di recarsi sul posto da solo e così è stato». A Prato Bergoglio parlò di dignità del lavoro. «Il Papa ha a cuore questo tema - ricorda Greg Burke - Una situazione che lo preoccupa è relativa a quei giovani che non studiano e non hanno un lavoro». Per quanto riguarda l'informazione, Francesco legge i giornali «Non fa zapping alla tv - scherza Burke - è in contatto con i suoi collaboratori che lo informano e dedica molto tempo della giornata alla preghiera». Dall'incontro è emerso che ci sono gesti compiuti dal Papa che non si sapranno mai come i matrimoni da lui celebrati o i battesimi conferiti. Infine, l'episodio di mercoledì scorso durante l'udienza in San Pietro. «Il Papa incrocia lo sguardo di un papà fra la folla - termina il capo della gendarmeria Vaticana - mi dice di prendere il suo bambino e di farlo salire a bordo della papamobile per salutarlo. Questo è Francesco che vive intensamente ogni incontro, ogni momento».

Azelio Biagioni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze