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Addio maglie e posto fisso, ora fa la cioccolataia e crea dolci bontà - Video
Claudia ha lasciato l’azienda pratese dove lavorava ed ha aperto un suo laboratorio a Sesto Fiorentino
PRATO. Come l'indimenticabile Juliette Binoche, alias Vianne nel film "Chocolat", Claudia è la cioccolataia che incanta gli estimatori del cibo degli Dei che vivono nel paese. Le ha preparate anche per il capo di Stato Sergio Mattarella durante la sua recente visita a Firenze: su quel vassoio di praline, tartufi e bicchierini a base di pistacchio di Bronte (siciliano come il presidente) c'era anche un pizzico di creatività "made in Prato". Non capita tutti i giorni avere i contatti giusti con il catering che si occupa del ricevimento del presidente. Comunque, citazioni cinematografiche a parte, non siamo in un paesino della Normandia ma in una tranquilla strada del centro di Sesto Fiorentino.
E questa è la storia di Claudia, la cioccolataia pratese che, a un certo punto della sua vita, ha dato un calcio a un lavoro a tempo indeterminato e a un'invidiabile carriera per dare le ali a un sogno nel cassetto: aprire una cioccolateria artigianale tutta propria. Basta fermarsi sulla soglia della sua "Botteghina del cioccolato", in via Niccolini 7 a Sesto Fiorentino, per farsi sedurre dal profumo di cacao che si sprigiona dal laboratorio. «I clienti mi dicono che qui dentro si respira l'atmosfera dei film. Non è finzione, in questa sfida ho investito denaro, tempo e fatica. Ma non cambierei mai le otto ore in azienda per le 18 che passo tra il laboratorio e il negozio, dove arrivo alle cinque di mattina e vado via la sera alle nove».
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Il sogno di Claudia Cursi è tutto qui, in questo minuscolo laboratorio di 30 metri quadrati non lontano da piazza del Comune: l'ha esaudito a 44 anni, dopo una vita con la valigia di mano, a viaggiare tra Turchia, Bangladesh, Cina. Del resto, Claudia non ha mai avuto problemi a trovare lavoro per i più importanti maglifici pratesi, passando per marchi come Calvin Klein e Guess (Osmannoro) dove ha ricoperto ruoli di responsabilità (sviluppo prodotto). Ma la moda e l'abbigliamento non erano il suo destino, in barba al diploma del Polimoda in tasca: il cuore dell'aspirante cioccolataia batteva per la dolce tavoletta, quella che per anni le ha fatto fare le ore piccole tra i fornelli di casa. «Erano le mie prime magie, la preparazione della cioccolata ha il sapore di una magia».
Del resto, se è vero che la notte porta consiglio, per sette anni, nel silenzio del suo appartamento pratese, Claudia è riuscita a superarsi in quest'arte maneggiando i ferri del mestiere: termometro per controllare la temperatura di scioglimento, ripiano di marmo e spatola per ricostruire l'impalcatura di cioccolata. «Avevo allestito il mio piccolo laboratorio in cucina: il tavolo di marmo era perennemente apparecchiato. Ricordo le notti passate ad impacchettare le prime uova...».
Da poco Claudia ha avviato l'attività a Sesto, scegliendo questo comune della cintura fiorentina perché, come spiega al Tirreno, «a Prato sarebbe impossibile reggere il confronto con due campioni come Sacchetti e Mannori». Ma Claudia ha studiato, iniziando a seguire prima dei corsi specifici di pasticceria e poi di cioccolateria direttamente negli stabilimenti della Perugina. «Ho letto tanti libri, girato diverse cioccolaterie di Bruxelles e Bruges: non è un caso che ora faccia arrivare da lì le scatole per confezionare i cioccolatini mentre i barattoli per le creme spalmabili provengono dall'Olanda».
Un anno fa Claudia prese la decisione di licenziarsi dal maglificio "GB" di Prato: «Fu una scelta ben ponderata e i titolari compresero che la mia strada era un'altra. Avevo trovato il fondo giusto, finalmente avrei potuto aprire la mia attività». Gli estimatori del cibo degli Dei ringraziano.
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