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Prato

Giro di vite dei carabinieri Chiusi chiosco e kebab

Giro di vite dei carabinieri Chiusi chiosco e kebab

Contestate irregolarità al gestore italiano del baracchino davanti alla stazione e al pachistano di via Pier Cironi. Nel mirino anche un market in via San Giorgio

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PRATO. L'Asl ha disposto ieri la chiusura del chiosco gestito da un italiano nei giardini davanti alla stazione centrale e di un kebab gestito da un pachistano in via Pier Cironi. Potrebbe essere proposta anche la chiusura di un mini-market gestito da una donna ghanese in via San Giorgio. È questo l'esito di alcuni controlli che sono stati eseguiti nella giornata di martedì dai carabinieri insieme ai militari del Nucleo anti-sofisticazione e alla Compagnia di intervento operativo sulle tre attività commerciali.

In particolare, ha spiegato il capitano Sara Pini nel corso di una conferenza stampa al comando provinciale, al gestore del kebab di via Pier Cironi (intervistato anche nel corso della recente trasmissione delle “Iene” sullo spaccio nel centro storico, quando si vede uno degli spacciatori nigeriani uscire dal bagno del locale) sono state contestate gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali, con la presenza di insetti, per le quali gli è stata inflitta una multa di oltre 5.000 euro.

Carenze igienico-sanitarie, oltre alla mancanza del piano di autocontrollo e della tracciabilità alimentare, sono state contestate anche al gestore del chiosco della stazione e anche in questo caso è stata fatta una multa di oltre 5.000 euro.

Per quanto riguarda il market di via San Giorgio, i carabinieri sono in attesa che la titolare presenti altra documentazione. Durante il controllo sono stati trovati e sequestrati 100 chili di pesce congelato in cattivo stato di conservazione e bloccati altri 50 chili di pesce essiccato perché mancanti di qualsiasi indicazione sull’origine e la provenienza. La titolare del negozio ha promesso di portare in caserma documenti che potrebbero alleggerire la sua posizione. In caso contrario verrà proposta la chiusura anche di questo esercizio.

Una chiusura che andrebbe ad aggiungersi a quelle già disposte nel tempo dal Comune e dalla Questura nel cosiddetto “triangolo etnico” tra via Pier Cironi, via Santa Margherita e via San Giorgio. Qui è stata chiusa un’attività in via Santa Margherita, un’altra in via Pier Cironi, senza contare il phone center di via Santo Stefano che finì al centro della prima trasmissione delle “Iene”, quello che era diventato il punto di riferimento di numerosi spacciatori nigeriani e che poi fu chiuso dal Comune nonostante il titolare avesse negato di aver mai dato ospitalità ai connazionali “sputapalline”, quelli che nascondono l’eroina in bocca e poi la sputano quando si presenta il cliente.

L’intervento di carabinieri e Asl, insomma, va ad aggiungersi a una serie di provvedimenti che tendono a contrastare attività illegali nel centro storico. I provvedimenti in ogni caso sono temporanei e saranno revocati quando i titolari delle attività si metteranno in regola.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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