Sicurezza
L'assessore Saccardi apre all'ampliamento dell'ospedale
Mancano 50 posti letto e si pensa alla costruzione di un nuovo padiglione (in quattro o cinque anni). Il caso della palazzina che ospita i pazienti dimessi dal Santo Stefano: 7 sono morti
PRATO. L’assessore regionale Stefania Saccardi “apre” o almeno “non chiude” alla possibilità di risolvere le forti carenze di posti letto all’ospedale Santo Stefano (almeno una cinquantina, oltre ai 19 messi a disposizione da Villa Fiorita) con la costruzione di un nuovo padiglione nell’area sanitaria di Galciana. E la politica pratese ringrazia e incassa il punto. Saccardi sceglie un appuntamento elettorale per la campagna referendaria, svolto nel salone Apollo della Pubblica Assistenza, per socchiudere una porta che sarebbe comunque stata spalancata a breve, quando, a fine novembre, l’assessore regionale farà il punto della situazione sanitaria pratese con il sindaco Matteo Biffoni, il consigliere regionale Nicola Ciolini, l’assessore al sociale a alla sanità Luigi Biancalani, il direttore generale Ausl Paolo Morello, annunciata la presenza anche del sottosegretario Antonello Giacomelli che per primo, giorni addietro, ha reso esplicito quel che in casa del centrosinistra si mormorava e con un certo imbarazzo, definendo il nuovo ospedale «inadeguato». Punto e basta.
E se il Santo Stefano “piange” perché oggettivamente sottodimensionato rispetto alle vere necessità della città (Prato ha 2,66 posti letto ogni 1000 abitanti contro i 3,70 stabiliti, a livello nazionale, dal decreto Balduzzi del 2012 e i quasi 3,15 della media Toscana) le strutture per le cure intermedie, come si dice, non ridono. «L’implementazione delle strutture territoriali - afferma il consigliere Ciolini - è certamente la priorità, in quanto servirà per alleggerire il carico che ora grava sul pronto soccorso. Inoltre la realizzazione del nuovo padiglione avrà comunque tempi medio-lunghi». Almeno quattro o forse cinque anni. Dunque, prima di tutto, strutture territoriali. L’unica esistente, per ora, è nella cosiddetta palazzina ovest (ex infettivi), area Misericordia e Dolce e conta su 24 posti letti, da raddoppiare nell’arco di 6-9 mesi con il riutilizzo di 24 su 40 posti letto della Rsa Narnarli.
Nel presidio territoriale del Misericordia e Dolce - dati Usl di pochi giorni fa - sono passati 284 pazienti che hanno avuto una permanenza media di 11 giorni e con un ulteriore dato sorprendente: 7 decessi, in una struttura destinata a pazienti dimessi dall’ospedale, dunque non più critici, e che non accoglie e malati terminali. A breve entrerà in pista la Rsa di Narnali. I 40 posti convenzionati per l’assistenza ad anziani non autosufficienti andranno, però, a ridurre il monte complessivo di posti letto nelle Rsa che scenderà da 800 a 760 dei quali 540 convenzionati. Altra questione: le verifiche antisismiche in corso in due palazzine del vecchio ospedale (parte storica) nelle quali, sulla base della riorganizzazione sanitaria, dovrebbero andare allergologia, dermatologia e reumatologia. Se le strutture non dovessero risultare a norma, di certo, gli ambulatori dovranno trovare un’altra casa. Quale, si vedrà.
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