Gioco
Preso a calci e pugni, poi legato per i piedi col nastro adesivo
Albanese malmenato da tre cinesi sotto l'occhio delle telecamere di sorveglianza dei negozi. Si ipotizza sia stato trovato a rubare
PRATO. Erano da poco passate le 21,30 di lunedì quando le telecamere della videosorveglianza di alcuni negozi che si affacciano in via Pistoiese hanno registrato un uomo inseguito da tre persone, tutti di origine cinese. Quando l’hanno raggiunto (e sono sempre le immagini a raccontare questa storia) hanno cominciato a prenderlo a calci e cazzotti lasciandolo poi a terra con le caviglie legate insieme con un nastro adesivo.
Il racconto della storia arriva attraverso il racconto di testimoni quando due donne, che passavano di lì, hanno lanciato l’allarme ai carabinieri e chiamato il 118 per soccorrere il ferito, un albanese di 33 anni che – accompagnato all’ospedale – è stato medicato e poi dimesso con una prognosi di una decina di giorni.
Nel frattempo i carabinieri del Nucleo investigativo, comandanti dal capitano Vitantonio Sisto, hanno sentito l’uomo e provato a ricostruire la vicenda. Quando detto dall’uomo, di origine albanese, non è stato considerato attendibile mentre si è pensato che fosse assai più probabile che fosse stato trovato a rubare da qualche parte. In base alla ricostruzione degli uomini del capitano Sisto è ipotizzabile che l’albanese, con alle spalle reati per piccoli furti, sia stato trovato in flagranza e che il gruppo di cinesi abbia deciso di vendicarsi. Lo scotch legato ai piedi richiama però le vendette messe in atto dalle ronde che sono entrate a far parte nei mesi scorsi dell’indagine sull’associazione Cervo Bianco e allontana l’ipotesi, sostenuta dagli inquirenti, che il pestaggio sia stata una reazione istintiva.
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