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I grandi marchi della moda “snobbano” Prato

I grandi marchi della moda “snobbano” Prato

Pieraccini, stilista e presidente de “Le vie del Serraglio”: «Dovevamo pensarci quando se ne andò Max Mara»

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PRATO. Una volta c’erano, oggi non ci sono più. I “grandi marchi”hanno lasciato Prato, città che più delle altre “sorelle” toscane soffre della mancanza dei grandi nomi del commercio che un tempo invece erano presenti. E che non ha catene di abbigliamento. Alessio Pieraccini, stilista e consulente di produzione, che lavora per alcune grandi catene dell'abbigliamento, presidente del Consorzio le vie del Serraglio, dà una spiegazione del fenomeno.

Pieraccini, Prato è situata fra il centro commerciale i Gigli e l'outlet di Barberino. Nanno inciso questi due colossi sul commercio in centro?

«In parte sì. Però se guardiamo Prato e la paragoniamo agli altri capoluoghi di provincia in Toscana, la nostra città ha 190mila abitanti, strano che qui non si riesca a mantenere quelle catene di abbigliamento che altrove ci sono. Da noi c'erano i negozi del gruppo 'Veste bene' e del gruppo Max Mara per citarne alcuni. Oggi questi non ci sono più. Ne sono rimasti altri di marchi ma sono pochi in confronto ad altre realtà. Forse, a suo tempo, andava fatta una pianificazione diversa da studiare a fondo e cercare la soluzione per farli restare. E' vero che gli affitti dei fondi sono alti, è vero che ci sono i centri commerciali a due passi ma qui siamo 190mila persone. Non credo che tutti andiamo nei centri commerciali. Il toro andava preso per le corna subito, quando si iniziarono ad avere le prime avvisaglie, quando le prime griffe lasciarono il centro. Adesso mi sembra un po' tardi».

A breve arriva Inside.

«Speriamo che faccia da apripista. Se funzionano bene le catene fanno da richiamo per le altre. Ma non dimentichiamoci che le catene spagnole, francesi o del Nord Europa necessitano di spazi grandi perché il modo di comprare è cambiato. Il cliente vuole entrare nel negozio, girare fra la merce esposta, guardare e magari essere consigliato senza però dover necessariamente chiedere».

E’ rimasto qualche bel negozio a Prato?

«Certo. Nel campo dell'abbigliamento quelli che ci sono continuano a sopravvivere grazie alla professionalità dei titolari che scelgono con cura i prodotti sapendo a chi indirizzare quel determinato capo, ovvero alla loro clientela fidelizzata».

Un parere sui temporary store made in prato?

«Mi piace l'idea della 'Fabbrica in centro' in via Garibaldi che ora ha puntato sulle aziende locali che periodicamente propongono i loro prodotti. Che sono di alta qualità a prezzo di fabbrica. La gente vuole questo».

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