Gioco
Due furti in cinque giorni all’asilo “La gang del bosco”
I ladri hanno sfondato la vetrata laterale che costeggia la scuola, presumibilmente nella notte fra sabato e domenica. Presi 17 euro
PRATO. Non hanno pietà nemmeno dei luoghi dei bambini. Il bottino che portano via è generalmente magro, magrissimo. Ma questo non è sufficiente per scoraggiarli. Loro ci provano lo stesso. Così i ladri hanno fatto il bis, nel giro di cinque giorni, a “La gang del bosco” di via Paolini, sede di un asilo nido convenzionato con il Comune e di una scuola dell'infanzia privata. La prima volta, durante il ponte di Ognissanti, hanno portato via tre cellulari e 25 euro, la seconda soltanto 17 euro ma il danno stavolta è stato molto più grosso: i ladri hanno sfondato la vetrata laterale che costeggia la scuola, presumibilmente nella notte fra sabato e domenica.
L'episodio. Ad accorgersi dello scasso è stata Veronica Scopelliti, direttrice della struttura e presidente del comitato per l'imprenditoria femminile della Camera di commercio. La scoperta è avvenuta sotto una pioggia battente, intorno alle 19 di domenica. «Ero preoccupata che il maltempo potesse fare danni per cui mi sono recata sul tardo pomeriggio all'asilo. Ho notato le luci spente, a quel punto mi sono resa conto che la finestra con sbocco sul cortile era in frantumi». Era andata meglio la prima volta quando la porta d'ingresso era stata solo forzata: stavolta, per sostituire la finestra rotta, la direzione dell'asilo ha dovuto mettere mano a una spesa di oltre mille euro. Immediata la denuncia alle forze dell'ordine che già avevano visionato le immagini delle telecamere di sorveglianza installate dalla ditta accanto all'asilo, a seguito del furto scoperto mercoledì scorso. Potrebbe trattarsi dello stesso ladro, una persona che agisce da sola a caccia di pochi spiccioli. Mentre la Scopelliti si sfoga sulla propria pagina Facebook («Mi toccherà mettere l'allarme e le inferriate ma così, anziché un asilo, sembrerà un carcere»),s'invoca una maggiore illuminazione della zona: via Paolini, infatti, è una strada senza sfondo e piuttosto isolata. Nonostante i disagi connessi al furto, l'asilo nido e la scuola dell'infanzia hanno potuto garantire alle famiglie la continuità dell'attività didattica che si è svolta regolarmente con lo spostamento provvisorio della classe “Primavera” nei locali della materna.
I precedenti. «Speriamo che non si crei un effetto a catena in altre strutture», sottolinea dispiaciuta l'assessore alla pubblica istruzione Mariagrazia Ciambellotti. Brucia il ricordo degli inizi del 2015 quando la città conobbe una raffica di intrusioni in asili e materne, sia pubbliche che private, che ai ladri facevano gola soprattutto per la presenza di distributori di macchinette. Non sembra che ora si facciano sonni più tranquilli. «Da settembre riceviamo un paio di telefonate alla settimana da parte di istituti che chiedono l'installazione o il potenziamento dei propri impianti d'allarme con telecamere o vigilanza armata», fa sapere Samantha Conti della ditta "Prato Allarmi". Tra gli episodi che racconta la titolare, colpisce quello di un asilo di un comune confinante con Prato trasformato in sede di bivacchi notturni per ladri “accampati” accanto ai giochi. «Gli asili stanno diventando un bersaglio sempre più facile per i malviventi con tutti i disagi che questo comporta per chi gestisce le strutture e per le famiglie: spesso si verifica l'interruzione del servizio per la necessità di sanificare i locali visitati dai ladri. Nemmeno le strutture dotate di un minimo sistema di allarme possono stare tranquille - aggiunge Conti - il ladro ha il tempo necessario per entrare e arraffare il primo denaro che trova». A essere preso di mira, nella primavera del 2015, fu l'asilo "La casa degli orsi" di via Galcianese: portarono via soldi, macchina fotografica, perfino le seggioline dei bimbi.
Corsa alla sicurezza. Antifurto: mai più senza. Può succedere dunque che nonostante gli impianti d'allarme un balordo non si faccia tanti scrupoli a "visitare" un asilo. «Fondamentale è l'attività di prevenzione provvedendo soprattutto alla manutenzione degli impianti più obsoleti», fa notare Giorgio Bennati della Sea srl. Sembra che siano per le più le strutture private a non badare a spese sulla sicurezza. «Nel pubblico - rileva Bennati - il meccanismo delle aste al ribasso porta per lo più gli enti a risparmiare...» .
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