Il Tirreno

Prato

Stamperia clandestina chiusa dalla polizia municipale

L'interno della stamperia cinese sequestrata dalla polizia municipale al Soccorso
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L'interno della stamperia cinese sequestrata dalla polizia municipale al Soccorso

Un caso eclatante al Soccorso: la sede produttiva dell'azienda cinese non era registrata alla Camera di commercio, non pagava la tassa sui rifiuti e smaltiva nella pubblica fognatura. Scatta il sequestro dell'attività

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PRATO. La stamperia cinese controllata dalla polizia municipale nella zona del Soccorso lavorava in assenza di qualsiasi autorizzazione, non pagava la tassa di smaltimento dei rifiuti, smaltiva nella pubblica fognatura e la sede produttiva non risultava nemmeno alla Camera di commercio. Per questo l'attività è stata sequestrata. Un caso eclantante ma purtroppo non isolato.

A finire nel mirino degli operatori, spiega una nota del Comune, è stata una stamperia cinese che lavorava in assenza di qualsiasi autorizzazione ambientale. La sede operativa dell'attività al Soccorso non era mai stata dichiarata in Camera di commercio, risultando presente solo la sede legale nella zona del Macrolotto Zero.

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L’attività era svolta all’interno di un capannone dove, al momento del controllo, era in funzione una macchina per stampa tessuto dalla quale fuoriusciva un densa nube di fumo maleodorante. Il processo di stampa digitale, a mezzo di numerosi plotter, avveniva mediante l’utilizzo di coloranti liquidi privi di alcuna etichettatura CE e riportanti marchi con ideogrammi cinesi. Le cartucce ricaricabili di tali macchinari, contenenti residui di sostanze chimiche coloranti, erano lavati all’interno dei box doccia dei servizi igienici generando così uno scarico di sostanze chimiche che finivano poi nella pubblica fognatura.

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La ditta, spiega ancora la nota del Comune, non risultava pagare la tassa di smaltimento sui rifiuti urbani ed assimilati agli urbani. Sono stati trovati al lavoro anche due clandestini, le cui pratiche di identificazione sono state prese in carico dalla polizia municipale.   

Numerose le violazioni contestate anche da parte dei vigili del fuoco e dell'Ispettorato del lavoro. Sono stati apposti i sigilli all’azienda per assenza di autorizzazioni all’emissioni in atmosfera e per aver effettuato uno scarico di acque reflue industriali in assenza della prescritta autorizzazione e la titolare, cittadina cinese di 36 anni, è stata deferita all’autorità giudiziaria per violazione alla normativa ambientale.

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