Attenzione
Il Pasolini di Lo Cascio più intimo che politico
PRATO. "Il sole e gli sguardi" sarà immergersi nell'intimo di Pier Paolo Pasolini. È lo spettacolo che Luigi Lo Cascio porta in scena al Fabbricone e da lui ideato. «Sono rimasto folgorato dall'intens...
PRATO. "Il sole e gli sguardi" sarà immergersi nell'intimo di Pier Paolo Pasolini. È lo spettacolo che Luigi Lo Cascio porta in scena al Fabbricone e da lui ideato. «Sono rimasto folgorato dall'intensità della poesia di Pasolini - racconta l'attore - Perché, prima di tutto Pasolini era un poeta e tale si definiva». "Il sole e gli sguardi", titolo che prende spunto da un frammento di un verso di Pasolini, è una coproduzione del Metastasio e del Css di Udine e andrà in scena al Fabbricone a partire da oggi fino al 13 novembre (sabato ore 19,30, domenica ore 16,30, lunedì riposo, feriali ore 20,45). Una sorta di autoritratto in versi di Pasolini attraverso una raccolta di alcune sue poesie. Lo spettacolo ricostruisce un'ideale raffigurazione del grande intellettuale di Casarsa sulla base della sua produzione propriamente lirica, ispirandosi alla sua sterminata raccolta di poesie ma anche alle sue opere teatrali, scritte in versi, e al suo cinema di poesia, come lo definiva lui stesso.L'attore racconta come ha deciso di dare vita allo spettacolo. «Gli autori che mi hanno accompagnato nella mia formazione - racconta - sono, ad esempio, Kafka e Shakespeare. Di Pasolini avvertivo il desiderio di studiarlo.Avevo avuto modo di “incontrare” Pasolini nei “Cento passi” e poi ne “La meglio gioventù”. Ma l'occasione dove sono rimasto folgorato è stata dopo aver tradotto in siciliano l'Otello. Ho visto un episodio del film "Capriccio all’italiana", quello firmato, appunto da Pasolini. Si intitola "Cosa sono le nuvole", la cui storia è una rivisitazione dell’Otello. Sono rimasto colpito per la libertà con cui Pasolini lo mette in scena - ammette l'attore siciliano - Mi sono trovato davanti un Pasolini di natura più metafisica diverso rispetto a quello più intellettuale e politico. Mi è parso sorprendente. È allora che ho deciso di conoscerlo meglio». L'intellettuale di Casarsa ha scritto una mole di poesie e non è stato facile per Lo Cascio fare una scrematura dei testi. In scena porta quelli che più lo hanno colpito ed emozionato e che adesso danno vita a "Il sole e gli sguardi". Emerge il Pasolini più intimo con i suoi dolori, le crisi, gli affetti come la madre e il fratello e dove Luigi Lo Cascio si definisce una sorta di medium in scena: «Sì - dice - un messaggero che lascia affiorare le sue parole». Che sul palco si mescolano con le mani di Nicola Console. «Come se fosse un sosia - spiega Lo Cascio - Nicola, creerà immagini dal vivo». In sottofondo le musiche (eseguite durante le prove) di Andrea Rocca. «Spesso sono ritornato qui - dice l'artista - e a Prato mi sento a casa mia. Mi piace il pubblico che ha la sua tradizione teatrale, spettatori esigenti e colti che avvertono il piacere di andare in teatro».
Azelio Biagioni
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