Il Tirreno

Prato

La presa di posizione dei comitati: "L'inceneritore di Gida va spostato"

Alessandro Formichella
Un momento dell'assemblea (foto Batavia)
◗
Un momento dell'assemblea (foto Batavia)

Prato, assemblea pubblica al circolo Arci di Paperino: secondo il centinaio di partecipanti l'impianto si trova in una zona troppo densa di case e scuole

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Spostare l’inceneritore di Gida a Baciacavallo in un’altra zona della città, meglio se industriale e con meno abitazioni. Questa, in sintesi, la proposta del comitato “Difendiamo la nostra salute Prato sud”, attivo dal 2013 e con oltre 2.000 aderenti che venerdi 4 si è riunito al Circolo Arci di Paperino, in via dell’Alloro, per affrontare, di nuovo, la questione inceneritore.

Sala gremita, oltre un centinaio tra cittadini di Paperino e delle Fontanelle, e dall’altra parte Francesco Benelli, presidente del comitato, che ha illustrato quelli che ha definito "i paradossi urbanistici di un impianto industriale ad alto rischio per la salute che si trova a poche centinaia di metri dai centri abitati”. Il riferimento, ovviamente, è all’impianto di incenerimento dei fanghi di Gida, un modello di depurazione per altre città d’Italia ma che nella zona di Prato sud crea invece allarme.

Una serie di dati minuziosi, messi su slide e proiettati in sala. A partire da numeri Arpat di un anno fa riguardanti lo sforamento nella concentrazione di diossina, presentati da Gianfranco Ciulli del Coordinamento comitati ambientali della piana pratese e pistoiese, l’elenco delle percentuali di  ossidi e biossidi di azoto, citati dal dottor Gianluca Goretti di “Medicina democratica”, che insieme al particolato e alle nanoparticelle, sarebbero causa di molte patologie cardiache e cardiocircolatorie, oltre che tumorali, riscontrate in crescita nell’intera zona.

“I dati Asl sono fermi al 2015, ma hanno evidenziato una crescita di patologie molto serie e gravi nell'area compresa fra Paperino e le Fontanelle” ha detto Ciulli. "Spesso – ha aggiuntoguito Goretti – non ci accorgiamo che molte malattie, come lo stesso infarto, possono essere causate più dagli effetti delle nanoparticelle e particolato da combustione che da colesterolo”. Insomma, inceneritore di Baciacavallo sul banco degli imputati e "colpevole" dell'aumento di alcune patologie nell’area.

“Non ci sono alternative - ha affermato Francesco Benelli – l’inceneritore della Gida deve essere spostato in un’altra zona di Prato. La nostra è piena di abitazione e scuole e l'impianto, ad alto rischio, non può più stare  qui”. E proprio sul fronte sicurezza ambientale un gruppo nutrito di mamme della primaria delle Fontanelle ha chiesto a gran voce un incontro col sindaco Matteo Biffoni "perché non vogliamo archiviare la speranza che i nostri bambini possano frequentare la scuola in un ambiente senza pericoli e senza inquinamento".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa