La protesta
Le sedi delle banche sono in vendita
Dalla Banca Toscana alla Cassa di Risparmio di Firenze. E intanto apre uno sportello bancomat americano
PRATO. Sportello bancomat, beato chi l'ha visto nel salotto buono della città. Uno ce n'è, a dire la verità. Ma capita spesso che sia fuori uso e che per prelevare attiri le code nei fine settimana di shopping: l'unica postazione Atm di piazza San Francesco, sopravvissuta all'addio della filiale della Cassa di Risparmio di Firenze nel dicembre 2015, non rende giustizia all'ambizione di una città che punta a dare servizi e ad attrarre turisti. Uno sportello che potrebbe avere i giorni contati perché su internet l'edificio che ospitava l'istituto di credito è in vendita a 640mila euro così come risulta sul mercato al prezzo di 5 milioni di euro il prestigioso palazzo Franceschini, già sede della storica agenzia della Banca Toscana che ha cessato l'attività due anni fa, sempre in piazza San Francesco.
Ma nella galassia delle banche c'è anche chi vuol provare a investire su Prato. A due passi dal Duomo, per l'esattezza in via della Sirena 9, tra il negozio "La Fattoressa" e il "Torakiki CatCafè", sta per sbarcare una banca americana, già presente con migliaia di sportelli Atm in tutta Italia. Non aprirà una filiale ma all'inizio del 2017 prenderà in affitto un pezzo della vetrina che si affaccia su via della Sirena per installare uno sportello Atm abilitato al prelievo "cash". Già siglato il contratto tra la banca e la proprietà dell'immobile. «Sappiamo che in centro storico c'è tanta richiesta di un servizio bancomat», fa notare Dina Targetti, amministratrice del patrimonio immobiliare tra via della Sirena e via Guizzelmi per conto di un imprenditore pratese. Top secret al momento il nome dell'istituto estero che monterà lo sportello ma dovrebbe trattarsi della Euronet Worldwide che gestisce questa rete di sportelli Atm: un servizio in voga soprattutto nelle città turistiche. Ne è un esempio Firenze dove, nel centro storico, i mini bancomat nei negozi sono spuntati come funghi nell'ultimo anno. Questo perché le cash machine permettono ai turisti di risparmiare sulle commissioni di cambio: musica per le orecchie dei tanti studenti della Monash University e della University of New Haven che frequentano il nostro centro storico.
Rimane il fatto che ormai le banche dentro le mura restino un miraggio. Lo sa anche il sindaco Matteo Biffoni che un anno fa scrisse alla direzione della Cassa di Risparmio di Firenze per chiedere che almeno lo sportello bancomat rimanesse in piazza San Francesco per non perdere un servizio importante. Ma è sotto gli occhi di tutti la cura dimagrante che ha investito il settore con la chiusura di tre filiali nel cuore del centro storico con annesse postazioni bancomat (ha fatto le valigie anche la filiale di Unicredit). Resiste la Banca Popolare di Vicenza in via Rinaldesca, quartier generale della vecchia CariPrato, comunque in posizione più decentrata rispetto alle rotte tradizionali dello "struscio" dei pratesi.
Da settimane rimbalza ormai su internet l'annuncio della vendita delle ex sedi della Cassa di Risparmio di Firenze e della Banca Toscana in piazza San Francesco. Nel primo caso, si tratta di un immobile di 528 metri quadrati suddiviso su sette locali tra piano terra e interrato. L'affare a sei zeri si materializza a pochi metri più avanti, nello storico palazzo di 2750 metri quadrati che la Banca Toscana ha salutato a fine 2014: "Vendesi grande palazzo tre piani fuori terra più mezzanino, sotterraneo e soffitta abitabile». Valore sul mercato: 5 milioni di euro.
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