Il Tirreno

Prato

Consiglio, Cenni esce, entra la giovane Meroli

Dopo il crac Sasch, l’ex sindaco: «C’è tanta amarezza ma non farò ricorso». Mondanelli capogruppo

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PRATO. «La cosa più difficile che davvero mi ha sfinito, è stata decidere di patteggiare. Perché se ritieni di non aver fatto le cose di cui ti accusano, è pesante dover ammettere una responsabilità. Ma non ne potevo più. Ora che è arrivato il provvedimento che mi fa decadere da consigliere comunale, è solo una delle conseguenze di quella decisione». Roberto Cenni, sindaco dal 2009 al 2014, dal 10 novembre prossimo - data del primo consiglio comunale in calendario - non siederà più tra i banchi dell’opposizione, nè tra i componenti del gruppo che, per ironia della sorte, porta proprio sul suo nome: “Prato per Cenni”.

Dopo la condanna a due anni per il crac Sasch è arrivata, in tempi celeri, l’applicazione della legge Severino e il conseguente allontanamento da incarichi istituzionali. «Che posso dire? Che so di provvedimenti di decadenza che sono arrivati anche dopo sei mesi dalla sentenza? - prosegue Cenni - Certo, c’è tanta amarezza ma di sicuro non farò ricorsi. Ho rispettato sempre le decisioni presa dalla Giustizia e con coerenza lo farò anche in questo caso». Non è un addio totale alla politica, però: «Mi metto a disposizione già da adesso, se servirà, per dare una mano a chi mi subentrerà in consiglio e al gruppo se avrà ancora bisogno di me».

A Roberto Cenni succederà, se accetterà lo scranno, la prima dei non eletti della lista: la ventunenne Martina Meroli, già avvertita dalla presidentessa del consiglio Ilaria Santi e che darà una risposta definitiva questa mattina. Se la giovane Meroli dovesse rinunciare, il testimone passarebbe nelle mani del secondo dei non eletti, Sandro Ciardi, imprenditore, che con la lista Giovani e famiglia ha partecipato più volte alle competizioni elettorali. Ed è la presidentessa Santi a tributare l’onore della armi al quasi ex consigliere comunale Cenni: «Ho sempre apprezzato - dice - il suo modo costruttivo di fare opposizione». per Cenni” Dante Mondanelli, amico fraterno del consigliere decaduto e consigliere a sua volta, che ha già dato la propria disponibilità a caricarsi di ulteriori responsabilità. «Con l’uscita dal consiglio comunale di Roberto - dice - non perde qualcosa il nostro gruppo ma tutta Prato. Perché Cenni ha sempre pensato, prima di tutto, al bene della città e ha messo in secondo piano l’appartenenza a uno schieramento politico». Un’atteggiamento «che anche quando ero sindaco - conclude Cenni - mi ha creato diversi problemi con la mia maggioranza».(c.o.)

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