Il Tirreno

Prato

Misericordia di Oste commissariata: il giudice respinge il provvedimento d'urgenza

di Francesca Vattiata
La sede della Misericordia di Oste
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La sede della Misericordia di Oste

Di fatto, in questa prima sentenza, il giudice non ravvisa l’esistenza di motivi d’urgenza tali da imporre atti contingenti, ossia l’uso della forza, per la liberazione della sede. La Misericordia di Prato annuncia ricorso

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MONTEMURLO. Nuovo atto nella contesa tra la Misericordia di Prato e la sezione di Oste, da mesi impegnate in un estenuante tiro alla fune. Il tribunale di Prato ha respinto il provvedimento d’urgenza attraverso il quale la Misericordia di Prato, sulla base dell’art. 700, aveva chiesto che venissero riconosciuti, da subito, gli effetti del commissariamento, ingiungendo quindi ai volontari della sezione lo sgombero dalla struttura e il divieto di utilizzo dei mezzi. Di fatto, in questa prima sentenza, il giudice non ravvisa l’esistenza di motivi d’urgenza tali da imporre atti contingenti, ossia l’uso della forza, per la liberazione della sede. Resta ancora valido, in ogni modo, l’atto di commissariamento promosso dall’Arciconfraternita di Prato verso la sezione di Oste, poiché, spiega in una nota la sede di Prato «il rigetto del Tribunale di Prato non si pronuncia, e non si sarebbe potuto pronunciare sull’atto di commissariamento, che rimane dunque nella sua piena validità secondo quanto previsto dallo Statuto dell’Arciconfraternita. Di conseguenza la titolarità della sede, dei beni strumentali e delle convenzioni restano tutti nella titolarità dell’Arciconfraternita».

C’è comunque soddisfazione da parte di Oste per questo primo pronunciamento, giunto nella mattinata del 31 ottobre e riportato dal legale della sezione, l’avvocato Filippo Toccafondi. «La Misericordia di Oste – si legge nel comunicato diffuso dalla sezione - trova nuovamente conferma sulla giustezza del suo operato nel disposto del Giudice e, pur avendo subito una grave ingiustizia, ribadisce nuovamente il desiderio di trovare una soluzione pacifica e fraterna alla controversia, nonostante anche l’ultima nostra proposta, in fase di conciliazione, sia stata nuovamente rigettata dalla Misericordia di Prato. È nostro vivo desiderio che l’intrapresa strada dell’autonomia della nostra Confraternita della Misericordia di Oste possa avvenire nel reciproco rispetto e stima tra due confraternite che fondano il loro gratuito servizio sulla carità cristiana e sui valori della misericordia divina».

Da parte sua, la Misericordia di Prato, fa sapere che, valutato il provvedimento, il Magistrato dell’Arciconfraternita ha deciso di proporre reclamo al Collegio avverso al rigetto stesso.

 

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