La protesta
I nuovi parchimetri bocciati dai pratesi: più tempo e difficoltà
L’obbligo di digitare la targa complica le cose e crea code E il sistema non ha risolto il problema degli abusivi
PRATO. Non c'è pace per i parchimetri del centro tra malfunzionamento, intoppi nell'adeguamento alle normative e aspettative disilluse. Stiamo parlando dei colonnini per il pagamento del parcheggio: a Prato sono oltre 200, molti di questi sono parchimetri di ultima generazione e per il 2017 sono previste nuove installazioni. Recentemente l'amministrazione si è adeguata all'obbligo di legge che stabilisce che i tutti i parchimetri prevedano la possibilità di pagare la sosta con carte e bancomat. Una misura tanto più necessaria perché al primo luglio, quando è scattato l'obbligo del Pos, tutti i parchimetri cittadini erano fuori legge. Non solo. Prato sta sperimentando, unica città in Toscana, il pagamento "digitale" della sosta tramite sms con il proprio cellulare al numero 4 899 899. Però i cittadini continuano a non essere soddisfatti. Pescando nella memoria recente, ricorderemo che molti dei parchimetri installati nei parcheggi del centro storico erano stati pensati per contrastare l'attività dei cosiddetti "parcheggiatori abusivi". Non a caso la stampa li aveva fin da subito ribattezzati "parchimetri anti abusivi". Sia l'amministrazione che i pratesi, stanchi di essere tampinati dai tanti extracomunitari pronti a giocare a figurine con i loro ticket in cambio di qualche euro, avevano riposto grandi speranze in questi moderni parchimetri (finanziati da Essegiemme con un investimento di circa 70mila euro) perché dotati di una sistema che, in un certo senso, "personalizza" il ticket in quanto richiede all'automobilista di digitare il numero di targa della propria auto prima di mettere le monete. Le speranze però sono state disilluse perché gli abusivi ci sono ancora. Basta fare un giro in piazza San Francesco per rendersene conto: i parcheggiatori abusivi ci sono eccome e rispetto a prima, ora si limitano a indicare i posteggi ancora liberi sempre sperando in qualche euro. La soddisfazione per questi nuovi sistemi, insomma, ci ha messo poco a svanire tanto più che molti pratesi sostengono che pagare il ticket con la modalità dell'inserimento della targa è diventata un'operazione lunga al punto da creare file di persone che aspettano il proprio turno per mettere la monetina nel parchimetro. E questo si verificherebbe soprattutto con i turisti non avvezzi a questo tipo di sistema. Addirittura, per alcuni, l’obbligo di digitare la targa non farebbe che spingere le persone a non pagare la sosta: sarebbero disposte a rischiare di prendere una multa pur di non perdere tempo nel digitare i numeri. Per verificare se davvero questi sistemi si presentano come dei rompicapo per gli automobilisti è bastato trascorrere qualche ora in piazza San Francesco. In effetti, per chi non ne è a conoscenza, il meccanismo della targa non è immediato. Quasi tutti gli automobilisti che si sono presentati di fronte al parchimetro sono poi dovuti tornare a controllare il proprio numero di targa perché non è detto che tutti lo ricordino. Quindi sì, i tempi per il pagamento finiscono per allungarsi un po' rispetto ai vecchi parchimetri soprattutto se l'auto è stata parcheggiata dall’altra parte dell'area. Ma detto ciò, in fondo, il meccanismo è lo stesso e richiede solo un piccolo sforzo di memoria in più. Per quanto riguarda la presenza degli abusivi, invece, il discorso è diverso. La consolazione è che rispetto ad un anno fa sembra che il loro numero sia in netto calo.
Giulia Rafanelli
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