Toscana
I pronto moda si pagano la vigilanza
Tartassati da furti e rapine, gli imprenditori del Macrolotto di Iolo si sono affidati all’Ivri che ha messo in campo 4 pattuglie
PRATO. Da poco più di un mese la vigilanza privata si è affiancata e di fatto ha soppiantato quella “istituzionale” al Macrolotto di Iolo, il reticolo di otto strade compreso tra via Calabria e via Piemonte, nella zona industriale, dove si concentra la maggior parte dei pronto moda cinesi di Prato.
E la via privata alla sicurezza, foraggiata dalle aziende a conduzione orientale che si riconoscono nell’Associazione dell’abbigliamento Italia-Cina, sembra funzionare, se è vero che si è assistito a un calo di furti e rapine ai danni dei cinesi ma soprattutto dei loro clienti che arrivano da mezza Europa coi portafogli gonfi di denaro contante. Perché qui da sempre il contante la fa da padrone. E inevitabilmente attira i malviventi che tendono agguati sapendo di poter trovare un ricco bottino.
Il problema dei furti, degli scippi e delle rapine al Macrolotto di Iolo è annoso. Con una certa regolarità ne hanno fatto le spese i polacchi, i croati, gli spagnoli che arrivano in via Calabria o in via Val d’Aosta per riempire i furgoni di abbigliamento donna. Loro vengono derubati, ma il danno è anche per i titolari dei pronto moda, che devono poter garantire la sicurezza di chi compra.
E allora già dall’anno scorso l’Associazione dell’abbigliamento Italia-Cina, il cui presidente si presentò confessando di non parlare una parola di italiano, ha preso accordi con la società di vigilanza Lince. Il servizio prevedeva la presenza di tre auto della Lincel, e sembra sia andato bene.
Un accordo simile, con numeri potenziati, è stato recentemente sottoscritto con l’Ivri (Istituti vigilanza riuniti d’Italia), le cui auto bianche e blu ora pattugliano le strade dei pronto moda. Sono quattro e, tenuto conto che l’area non è molto grande, assicurano un intervento in tempo reale. Quello che da tempo i cinesi chiedevano a polizia e carabinieri. Ma le risorse a disposizione delle forze dell’ordine sono necessariamente limitate. Più volte è stato chiesto di fare passaggi più frequenti e in certi casi sono stati organizzati servizi specifici, ma ovviamente non è sufficiente. Ai banditi di strada bastano due minuti per sparire dopo il colpo e polizia e carabinieri devono tenere a bada tutto il resto della città.
Ecco perché i cinesi si sono convinti ad autotassarsi per pagare la vigilanza privata. A conti fatti conviene a tutti. Conviene ai cinesi e ai loro clienti che possono muoversi con più tranquillità. E conviene alle forze dell’ordine, che non sono più costrette a tirare una coperta necessariamente troppo corta.
Paolo Nencioni
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