Toscana
La ruota di Duchamp e il senso dell’arte
PRATO. Opera di Marcel Duchamp, “Roue de byciclette”, 1913. Il direttore del Pecci Fabio Cavallucci: «E’ un’opera importantissima ed è espressione del momento in cui Duchamp decide che non c’è più...
PRATO. Opera di Marcel Duchamp, “Roue de byciclette”, 1913.
Il direttore del Pecci Fabio Cavallucci: «E’ un’opera importantissima ed è espressione del momento in cui Duchamp decide che non c’è più bisogno di fare nulla con le mani, lui che aveva in gran parte dipinto, ma basta prendere un oggetto, eleggerlo volontariamente a oggetto artistico, esporlo in un museo e questo di per sè, diventa arte. Il significato di questa opere all’interno della mostra è un po’ diverso: è la domanda “che cos’è l’arte”, che valore ha, anche per la collocazione che abbiamo dato. Di fianco all’opera di Duchamp c’è la Venere di Savignano, un’altra opera importantissima della storia dell’umanità, realizzata in epoca paleolitica, 25.000 anni fa».
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