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Prato

Meningite, medici ottimisti In 200 hanno fatto la profilassi

Meningite, medici ottimisti In 200 hanno fatto la profilassi

Il ventenne ha lavorato anche in un locale del centro, ma per l’Asl non ci sono rischi di contagio Il direttore della Società della salute non esclude di riproporre un altro “Vaccino day”

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PRATO. Sono ottimisti i medici che hanno in cura il ventenne pratese ricoverato giovedì coi sintomi della meningite di tipo C. Il giovane è ricoverato nel reparto di terapia intensiva e le sue condizioni, secondo un bollettino medico diffuso ieri, sono stazionarie, anche se la prognosi resta riservata. Anche la madre del giovane è stata ricoverata nel reparto di Malattie infettive, ma l’Asl ha chiarito che verrà presto dimessa. La donna ha accusato uno stato febbrile e si temeva che anche lei potesse aver preso la meningite, ma è invece risultata negativa all’infezione da meningococco, come confermato dal laboratorio di riferimento dell’ospedale Meyer di Firenze.

Intanto nella sola mattinata di ieri sono state circa 200 le persone che si sono rivolte al Dipartimento di prevenzione dell’Asl in via Lavarone per sottoporsi alla profilassi anti-meningite.

Del resto l’elenco dei luoghi pubblici frequentati dal ventenne negli ultimi dieci giorni è abbastanza lungo e le persone che sono entrate in contatto con lui sono certamente più di 200. Le autorità sanitarie invitano a sottoporsi alla profilassi anche chi si è già vaccinato contro la meningite di tipo C (anche il ventenne, del resto, era vaccinato).

A questo proposito da un paio di giorni c’è un piccolo giallo. Nell’elenco diffuso dall’Asl sui luoghi frequentati dal giovane non figura un noto locale del centro, dove pure il ventenne ha lavorato come cuoco. Fin da giovedì su Whatsapp è circolato un messaggio che, riprendendo il comunicato ufficiale dell’Asl, aggiungeva il particolare del locale del centro, invitando tutti i frequentatori a sottoporsi alla profilassi. L’Azienda sanitaria ha spiegato che si è ritenuto opportuno non inserire il locale nell’elenco perché il giovane, secondo quanto lui stesso ha dichiarato, sarebbe rimasto sempre in cucina.

Una lettrice, Alessandra C., racconta invece di una sua amica che sarebbe stata a cena nel locale lunedì sera e sarebbe stata servita dal giovane in questione. Per questo ha fatto la profilassi.

E perché, si chiedono altri, è necessaria la profilassi per chi si è trovato alla multisala Uci di Campi Bisenzio a vedere il film “Inferno” allo spettacolo delle 23,30 (dove era presente anche il ventenne) e non è necessaria se si è frequentato un locale il cui cuoco poi si è ammalato di meningite?

Dall’Asl rispondono che un cinema è un luogo chiuso e c’è più probabilità che si possa diffondere il contagio, anche se comunque serve un contatto molto stretto. Resta qualche dubbio.

Detto della profilassi, da oggi la questione saranno i vaccini. Dopo l’allarme dei primi mesi dell’anno, cui è seguito un lungo periodo di calma sul fronte meningite, molti hanno smesso di preoccuparsi del vaccino, infischiandosene degli appelli della Regione.

E così, se tra gennaio e febbraio era praticamente impossibile vaccinarsi in tempi brevi e l’Asl fu costretta a potenziare centralini e ambulatori, coinvolgendo i medici di famiglia, in seguito gli appuntamenti venivano dati nell’arco di 24 ore e spesso è capitato che il diretto interessato non si presentasse. Da oggi ci si aspetta un nuovo picco di richieste.

«Se sarà necessario - sottolinea il direttore della Società della Salute Michele Mezzacappa - potenzieremo i presidi distrettuali e rimoduleremo gli orari riproponendo un modello già adottato all'inizio del 2016. Non è da escludere una riedizione del "Vaccino Day" che portò in piazza 1.600 persone nel marzo scorso. Una formula che funzionò anche perché non ci aspettavamo una risposta così massiccia».

Un modo più immediato per far attecchire la cultura della prevenzione, in alternativa alle prenotazioni del vaccino che richiedono tempo e, in qualche caso, una buona dose di pazienza se si tratta di stare tanto al telefono per prenotare un appuntamento. (p.n.) (m.l.)

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