Gioco
Travolse e uccise un rapinatore, condannato al minimo della pena
Tre anni al vigilante della Lince che investì Vito Sacco dopo l'aggressione a un paninaro cinese in via Toscana
PRATO. È stato condannato al minimo della pena Simone Nieri, la guardia giurata della Lince che nella notte tra il 24 e il 25 aprile 2015 travolse e uccise Vito Sacco, 48 anni, dopo una rapina che lo stesso Sacco aveva tentato di rapinare un paninaro cinese in via Toscana, al Macrolotto industriale. Nieri, difeso dagli avvocati Costanza Malerba e Federico Febbo, era chiamato a rispondere di omicidio preterintenzionale, un reato che il nostro Codice penale punisce con una pena tra 10 e 18 anni, ma per una serie di meccanismi Nieri è stato condannato a tre anni di reclusione e non finirà in carcere.
In primo luogo è stato giudicato col rito abbreviato, che consente lo sconto di un terzo della pena; in secondo luogo è stato ritenuto meritevole delle attenuanti generiche; e infine ha risarcito i parenti della vittima. Per questi motivi, da una pena base di dieci anni si è arrivati a una condanna a soli tre anni. I parenti di Vito Sacco, rappresentati tra gli altri da Samuel Stampigli e Silvia Risaliti, sono stati risarciti dalla Unipol, si è appreso a margine del processo, con una cifra complessiva oscillante tra i 120.000 e i 130.000 euro.
Un primo tentativo di patteggiamento a tre anni era stato respinto dal giudice dell’udienza preliminare Angela Fantechi perché ritenuto non congruo (e non c’era stato ancora il risarcimento) e così il fascicolo è passato al gup Francesco Pallini. Lo stesso pubblico ministero Antonio Sangermano ha chiesto una condanna a tre anni di reclusione, ricordando che il comportamento pur censurabile di Simone Nieri non può essere messo sullo stesso piano di quello di Sacco, che insieme a due complici (nel frattempo condannati) prese a martellate il paninaro cinese per rapinare l’incasso del chiosco di via Toscana.
In attesa del processo, Nieri non ha nemmeno perso il posto di lavoro: è stato solo messo dietro a una scrivania. Ha chiesto anche di riavere la pistola e la qualifica di guardia giurata ma il Tar gli ha dato torto. Sarebbe stato effettivamente troppo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
