Il Tirreno

Prato

«Un museo coinvolgente a misura di pratese con mille attività»

Irene Sanesi presidente della Fondazione Pecci
◗
Irene Sanesi presidente della Fondazione Pecci

Secondo la presidente della Fondazione Irene Sanesi per raggiungere la sostenibilità c’è bisogno di più sponsor

4 MINUTI DI LETTURA





PRATO. A soli 4 giorni dal taglio del nastro del nuovo Centro Pecci , la presidente della Fondazione per le arti contemporanee Irene Sanesi spiega quale sarà il futuro del museo, con l'obbiettivo di farlo conoscere e apprezzare ancora di più nel mondo ma soprattutto a Prato.

Mancano pochi giorni all'inaugurazione del nuovo Centro Pecci, una prima considerazione su cosa rappresenterà per la nostra città, visto che il sindaco Biffoni punta sul Pecci per rendere più contemporanea Prato ?

«Il Centro Pecci con la nuova avveniristica forma architettonica e le molteplici attività in calendario con l'utilizzo dei vari linguaggi artistici rappresenterà uno spazio dinamico, inclusivo, creativo. Il simbolo di quello spirito di intraprendenza e innovazione che è l'essenza della città di Prato».

Lei è presidente della Fondazione da luglio 2015, è stato un anno molto impegnativo durante il quale l'ultimazione strutturale e organizzativa del museo ha avuto una notevole accelerazione, nonostante le risorse insufficienti e la solita burocrazia. Come è stato possibile?

«La Fondazione per le arti contemporanee in Toscana è stata costituita a luglio 2015, anche se è stato nello scorso marzo che il nuovo consiglio di amministrazione si è insediato e ha preso in carico la gestione del museo dall'associazione per le arti contemporanee Pecci. L'aver individuato circa un anno fa la data dell'inaugurazione ha spinto tutti verso il raggiungimento dell'obiettivo. Certo, questi ultimi mesi, ed ora, direi ultimi giorni e ore, sono stati decisivi e l'impegno è massimo da parte di ciascuno. Non è facile, ma lo sapevamo che non lo sarebbe stato. Quello che è importante non è solo fare bene le cose, in scienza e coscienza, quanto anche motivare le persone a fare bene».

Torniamo sulle risorse. La Regione almeno per quest'anno farà la sua parte, mentre lei ha reperito nuovi sponsor privati. Come economista dell'arte, quale deve essere il prodotto-museo contemporaneo, per attirare nuove sponsorizzazioni?

«Un astronave come il Centro Pecci senza un contributo pubblico così importante quale quello regionale, insieme a quello del Comune, non potrebbe decollare. Nella maggior parte dei musei italiani le entrate dei biglietti e del bookshop rappresentano una percentuale che nei casi più rosei raggiunge il 20%. Per questo pensiamo che solo attraverso il combinato concorso di più entrate la gestione del Centro potrà essere sostenibile. Intanto abbiamo inserito a staff la figura del fund raiser, indispensabile per avviare una seria politica di membership e raccolta fondi. Lo stesso cda e in questo assomiglia al board delle organizzazioni no profit americane, è impegnato su questo fronte. E poi sono state pensate attività fino alla sera che rispondono ad un bisogno di partecipazione culturale e sociale: corsi, performance, conferenze, spettacoli, cinema. I prossimi mesi saranno importanti per capire se da questo mix potrà venire fuori la "ricetta giusta».

Da lunedì prossimo comincia un nuovo obbiettivo, portare al Centro Pecci tutti i pratesi, ancora troppi, che non l'hanno ancora visitato. Come fare, visto che in 28 anni nessuno ci è riuscito ?

«Adesso il Centro Pecci avrà un ingresso ben visibile con una piazza circolare di fronte che "invita" ad entrare: questo è già il primo passo: l'accesso. Ed una volta entrati, i pratesi, troveranno un luogo di grande impatto, sarà impossibile non rimanere impressionati. Troveranno spazi per tutti i gusti: sale, mostre, cineforum, biblioteca e lettura, bookshop, bar-bistrot, sala conferenza, ristorante. Un museo certo ma nel senso più contemporaneo e coinvolgente possibile».

Che cosa avrebbe pensato, se ancora fosse con noi, lo storico presidente Valdemaro Beccaglia?

«Valdemaro non avrebbe solo pensato che questo è uno spazio bellissimo e il "museo di tutti", avrebbe "fatto". Si sarebbe messo all'opera in questo cantiere permanente. Fino ad oggi i grandi lavori dell'ampliamento e del restauro, poi gli allestimenti in corso della mostra e domani le tante attività da progettare e realizzare. Valdemaro rappresentava e ancora oggi la sua memoria rappresenta, quello spirito indomito e visionario dell'esser pratesi».

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.14233653:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2016/10/11/news/crolla-controsoffitto-al-pecci-feriti-due-operai-1.14233653]]

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore