Il Tirreno

Prato

Donazione organi, basta un sì sulla carta d’identità

Firmato un protocollo tra Comuni, Azienda sanitaria e Regione Toscana Adesso è più facile dare il consenso o revocarlo: si fa tutto all’Anagrafe

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PRATO. Una grande opportunità per chi aspetta un trapianto di organi. In Comune è stato firmato ieri un protocollo tra i Comuni della Provincia di Prato, l'Asl, la Regione e il Comune di Prato dove si potrà attraverso un percorso condiviso permettere ai cittadini, al momento del rinnovo della carta identità e non solo, di fare una scelta se essere donatori di organi oppure no.

«La cosa importante non era solo dare lo strumento ma di condividere la consapevolezza. Abbiamo coinvolto anche l'Ufficio scolastico provinciale, la consulta degli studenti e l'università tramite il Pin - spiega l'assessore Benedetta Squittieri - La Asl è la parte maggiormente impegnata come capofila del progetto e soprattutto è fondamentale per sostenere il ragionamento della cultura della donazione».

«Questo percorso riguarda tutti e chi ha avuto bisogno di un trapianto sa bene cosa significa avere un donatore pronto - spiega Sara Bagatti, coordinatrice del servizio donazione organi Asl Toscana Centro - Poter disporre dell'organo non è così scontato perché bisogna avere il donatore. Con questo protocollo si stabilisce un principio che sarà valido in tutta la provincia di Prato e si fa una dichiarazione ben precisa. È l'unica dichiarazione di volontà che abbiamo la possibilità di fare in vita».

«Attraverso un incrocio di dati sul sistema informativo nazionale - spiega l'assessore Luigi Biancalani - avremo la possibilità di trovare un donatore che ha espresso volontà positiva. La procedura inizia per salvare chi ha necessità dell'organo. Molti donatori sono anche ultra 90enni e ci sono esempi concreti sul territorio. Penso che sia giusto scegliere e non è giusto consegnare una decisione così importante in un momento tragico come la morte».

«Questo protocollo d'intesa sigla un accordo tra i comuni della provincia che da la possibilità ai cittadini di essere sempre donatori e di poterlo fare volontariamente all' anagrafe, alle circoscrizioni, all'ospedale e all'Aido». Ci sarà anche una campagna informativa.

«A Prato non è possibile fare trapianti perché questo può essere fatto solo dove ci sono sedi di Università - spiega Anna Nativi, coordinatrice Area Vasta Asl Toscana Sud Est - Partiremo dagli istituti superiori e dalle università. Tra i più giovani».

Soddisfazione per la firma del protocollo e la strada intrapresa è stata espressa anche da Matteo Giachi, presidente di Aido sezione provinciale di Prato: «La nostra missione principale è da sempre quella di diffondere la cultura della donazione di organi e avere a fianco in questo percorso le amministrazioni locali e l'azienda sanitaria sicuramente aiuta molto».

Vezio Trifoni

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