Toscana
Cimitero d’auto in giro per la città - Foto
Prato, carcasse di veicoli abbandonate in via del Molinuzzo, in via Toscana e in via Val d’Aosta. E sporcizia un po’ ovunque
PRATO. Carcasse di veicoli abbandonati per strada. Sono privi di targhe, in parte smembrati, ma, nonostante questo, nessuno li rimuove. Se ne contano almeno tre in un'area di pochi chilometri come quella del Macrolotto, dove è facile imbattersi in automobili e furgoni ridotti a rifiuti ingombranti. Eppure sono sotto gli occhi di tutti: in alcuni casi hanno le portiere aperte, in altri mostrano danni alla carrozzeria, vetri infranti e interni carichi di sacchi e sporcizia.
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A sollevare la questione è stato un nostro lettore che percorrendo le vie della zona industriale, ha notato la presenza di mezzi abbandonati che contribuiscono a creare una situazione di incuria e degrado urbano. Lungo via del Molinuzzo, quasi all'altezza dell'incrocio con via Paronese, dal lato della strada che confina con frasche ed erbaccia alta, spicca quel che resta di un'automobile Audi, grigia, pesantemente ammaccata, sia davanti che dietro. Le gomme delle ruote sono a terra o smontate e la targa è stata staccata. All'interno del bagagliaio si intravede un sacco bianco e rosso. Nella parallela, lungo via Toscana, seminascosta sotto un albero, ma nei pressi di edifici industriali, è parcheggiata una vecchia Renault Twingo nera: targa e fari posteriori sono stati smontanti e portati via.
A Iolo, in via Val d'Aosta in mezzo alle altre auto, si trova un vecchio furgone Fiat Ducato di colore rosso il cui motore è stato rimosso completamente. Del veicolo resta un avanzo di lamiere, anche il parabrezza è sfondato e gli aghi di pino stanno ricoprendo la carrozzeria. Come se non bastasse, le strade sono disseminate di sacchi neri contenenti scarti tessili con buona pace di chi abita nei dintorni. Sono sigillati con nastro adesivo e buttati in mezzo ai campi o abbandonati lungo i marciapiedi, fuori dagli stabilimenti industriali. Se ne vedono dappertutto: in via Ghisleri, via Veneto, via Toscana e Via Piemonte, tanto per citarne alcune.
A colpire, percorrendo via Piemonte, è il cumulo di rifiuti ingombranti che si è formato fuori da uno stabilimento industriale, sul marciapiede, con i sacchi della spazzatura e due vecchi divani provenienti da un arredamento smantellato. E poi, ancora, carta di scatoloni fuori dagli appositi contenitori, bottiglie di plastica, sacchetti pieni di immondizia lasciati a marcire qua e là. Tra quelli definiti rifiuti ingombranti ci sono anche vecchi materassi accatastati uno sopra l'altro, fuori dai cancelli degli stabilimenti e, appoggiato a una ringhiera c'è persino un water.
Ma perché vengono abbandonate le auto? A tutti può capitare di imbattersi in un veicolo abbandonato e chiedersi perché non sia stato ancora rimosso. A seconda della situazione in cui il mezzo si trova, ci sono tempi di intervento più o meno lunghi. Ma come funziona la procedura di rimozione di un rottame?
«La prassi - spiega il comandante della polizia provinciale, Michele Pellegrini - prevede un sopralluogo nel giro di una decina di giorni dall'arrivo della segnalazione, che può essere fatta pervenire tramite e-mail o per telefono. E' sempre preferibile scrivere due righe con l'indicazione esatta del luogo in cui è stato visto il veicolo. Abbiamo raggiunto un accordo in base al quale la polizia municipale interviene su aree pubbliche, mentre noi della provinciale su aree private».
Una volta accertata la presenza di un mezzo abbandonato, gli agenti della polizia procederanno a effettuare le operazioni necessarie per risalire alla proprietà dell'autovettura abbandonata. «Nel caso in cui questo sia possibile, tramite il numero di targa o il telaio dell'auto - spiega Pellegrini - la situazione si risolve abbastanza velocemente: entro venti giorni il proprietario dovrà presentare il certificato di avvenuta demolizione del mezzo o di rimessa in circolazione dello stesso. Diversamente, quando non riusciamo a risalire al proprietario del veicolo, le cose si complicano e passano diversi mesi prima di poter procedere alla rimozione. Nella maggior parte dei casi, infatti, il proprietario del veicolo risulta irreperibile. Spesso si tratta di soggetti stranieri extracomunitari non più residenti sul territorio e irrintracciabili. Quando si verifica una situazione di questo tipo occorre chiedere all'amministrazione comunale il permesso di rimozione coatta».
Quello delle auto abbandonate non è un fenomeno ridotto, se si pensa che «nel 2015 le auto rimosse da suoli privati sono state più di un centinaio». I motivi che spingono qualcuno ad abbandonare un mezzo senza affidarsi alle regolari procedure di demolizione sono di tipo economico.
«Solitamente - prosegue il comandante della provinciale - vengono abbandonate auto incidentate, ormai prive di valore, appartenenti a cittadini stranieri in procinto di lasciare il territorio e che non vogliono accollarsi il costo per la demolizione del veicolo. Poi ci sono i casi di utilizzo improprio di un mezzo lasciato in disuso per anni e col tempo diventato un rifiuto; infine, in molti interventi riscontriamo la presenza di vincoli fiscali amministrativi ragion per cui forse il proprietario ha deciso di disfarsene, dato che il mezzo sottoposto a fermo non può circolare finché non viene pagata una sanzione».
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