Il Tirreno

Prato

"Il Tour RiCostituente" fa tappa al cinema Terminale

L'iniziativa di sabato 1° ottobre promossa dal Comitato Prato Possibile. Verranno illustrate le ragioni del no alla riforma costituzionale

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PRATO. Il “Tour RiCostituente” organizzato da Possibile fa tappa a Prato, Sabato 1° ottobre alle ore 18, Saletta del Cinema Terminale Via Carbonaia, 31. L'iniziativa di Prato fa parte delle oltre 60 tappe già realizzate in ogni parte d'Italia e tante altre sono già programmate da qui alla fine della campagna referendaria.

"Una mobilitazione capillare - spiegano gli organizzatori - che sta dando ottimi frutti, quella del Tour RiCostituente, che ovunque fa tappa riempie le sale, avvicina persone nuove di ogni età e muove all'impegno contro la riforma costituzionale e a favore di un Paese che abbia a cuore i suoi valori fondamentali, quelli costituenti, e che li realizzi anche attraverso politiche economiche capaci di ridurre le disuguaglianze, scelte ambientali sostenibili, parità dei diritti, senza discriminazioni".

L'iniziativa di sabato a Prato ha per titolo “Le declinazioni della Costituzione – Mille e uno motivi per il No alla riforma” e ospiterà:

Andrea Pertici - professore di diritto costituzionale all’università di Pisa, e autore del libro “La Costituzione spezzata – su cosa voteremo con il referendum costituzionale”

On. Luca Pastorino - parlamentare di Possibile

Giulio Cavalli - attore, giornalista e blogger

Luca Mori - Comitato Prato vota NO

"Insieme a loro - continuano gli organizzatori - spiegheremo le nostre ragioni del No, parleremo della proposta alternativa di riforma elaborata da Pertici, Pasquino, Zaccaria e Viroli presentata alla Camera da Pippo Civati e Walter Tocci e discuteremo diCostituzione, rappresentanza, competenze e processi democratici.

Parleremo di politica, insomma, cominciando dalle nostre 10 RAGIONI PER IL NO:

  1. Il Senato non viene abolito: viene eliminato il voto dei cittadini. A eleggere i senatori saranno i consiglieri regionali, nonostante la Costituzione sancisca all’art. 1 che «la sovranità appartiene al popolo».
  2. Il nuovo Senato sarà composto da 74 consiglieri regionali, 21 sindaci, 5 senatori nominati dal Presidente della Repubblica per 7 anni. Così diventa, in sostanza, un “dopolavoro” per sindaci e consiglieri regionali, gli stessi degli scandali degli anni passati, che godranno diimmunità parlamentare.
  3. Il numero di deputati rimarrà di 630, lasciando così una Camera pletorica con le stesse altissime indennità.
  4. Le competenze del Senato resteranno numerose, su diverse materie e molto gravose: come faranno sindaci e consiglieri regionali aconiugare mandato territoriale e mandato senatoriale?
  5. La tanto ventilata semplificazione è in realtà un miraggio:aumenteranno le procedure legislative e la divisione per materie causerà conflitti di attribuzione.
  6. Si crea una sproporzione totale rispetto alla Camera, assolutamente priva di senso: avremo 100 senatori da una parte e 630 deputati dall’altra. I primi eleggeranno due giudici costituzionali, i secondi solo tre, per fare un esempio.
  7. Il Senato non costituirà un contro potere esterno rispetto alla Camera, non avendo particolari poteri di inchiesta e controllo. Non sono previsti neppure contro poteri interni alla Camera.
  8. Grazie all’Italicum, che garantisce 340 seggi alla Camera a prescindere dai voti ottenuti, si andrà verso un “premierato assoluto” dato che solamente la Camera darà la fiducia.
  9. La riforma restringe le possibilità di partecipazione diretta dei cittadini alle scelte politiche.
  10. La riduzione dei costi è minima, nemmeno paragonabile a quanto si otterrebbe dal dimezzamento di deputati e senatori, dato che i nuovi senatori godranno comunque di rimborsi e diarie".

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