Il Tirreno

Prato

Festa di San Michele, notte di spettacolo e grandi emozioni - Foto

di Walter Fortini
Un momento della sfilata di San Michele
◗
Un momento della sfilata di San Michele

Carmignano, successo alla prima sfilata dei carri.  Dopo la prima di giovedì notte, la gara si rinnoverà di nuovo in piazza il 1 ottobre alle 21 e domenica 2  dalle 15 in poi. I gialli trionfano alla prima gara del palio dei ciuchi

8 MINUTI DI LETTURA





CARMIGNANO. Diciamolo subito, un San Michele così non si vedeva da tempo, con quattro rioni capaci di giocarsela davvero alla pari. Dopo la prima di giovedì notte, la gara si rinnoverà di nuovo in piazza il 1 ottobre alle 21 e domenica pomeriggio dalle 15 in poi: due ore di spettacolo, mezzora di sfilata a testa e quindici esperti a giudicare. E chissà che l'autentica sorpresa di questa edizione non sia proprio la contrada gialla del leone, quella che nel 'teatro in strada', il trofeo più ambito, non primeggia oramai dal 1971, anche se l'anno scorso è riuscita ad arrivare fino al secondo gradino del podio.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:foto-e-video:1.14178197:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/foto-e-video/2016/09/30/fotogalleria/la-prima-manche-del-palio-al-giallo-1.14178197]]

La sua sfilata, originale e a tratti geniale nella costruzione, sicuramente diversa, di nuovo con quelle grandi teste di cartapesta calate sul collo che sorpresero l'anno scorso ed occhieggiano al film "Frank", ha strappato più di un applauso nella piazza gremita da non pochi spettatori, soprattutto per essere un giovedì notte: un racconto ironico sul bene e il male e la lotta tra il bene e il male rappresentata dal santo patrono della festa che è San Michele, un racconto, a tratti irriverente ma senza mai essere sguaiato, sulla banalità spesso del male, sulla religione e il libero arbitrio, una sfilata, a dispetto del tema, trascinante nel ritmo e dove dentro si sono infilati alcuni tra i racconti popolari più noti di Carmignano, a cominciare da quel masso a Pietramarina da cui si vede la Gorgona e su su cui il diavolo avrebbe impresso la sua impronta. Chapeau al regista Matteo Cecchini. Da qui dire chi vincerà il passo è però lungo. Nelle tre giornate tutto può succedere: i giudici, cinque per giorno, cambiano di sera in sera e cambiano a volte anche le sfilate, montate e rimontate, aggiustate in corso d'opera, dopo la prima discesa in piazza che è per tutti una grande prova generale. Lo stesso meccanismo di voto è 'infernale': se una sfilata è appena un soffio superiore alle altre, si becca comunque cinque punti contro i tre del secondo, i due del terzo e solo uno va al quarto, con una classifica per forza lunga che non sempre rende onore ai reali valori in campo. Ogni giudice, gente di teatro o comunque del mestiere, mai di Carmignano e i cui nomi sono resi noti solo a festa finita, scrive il suo giudizio nel chiuso di una stanza, custodito poi in cassaforte. Non si consultano tra loro. Le sensibilità possono essere le più diverse, non sempre le stesse del pubblico; e così non sono mancate edizioni che hanno riservato più di una sorpresa. Insomma, può succedere appunto di tutto.

L'ALBO D'ORO DEL SAN MICHELE

E poi, se il giallo con il suo "Al di là del bene e del male" è sicuramente stata una sorpresa (positiva), anche le altre contrade, ciascuna con il suo stile riconoscibilissimo (e qualche contaminazione inevitabile negli anni ), non sono state affatto da meno. Sfogli il taccuino, riavvolgi il nastro della serata ed è una sequenza di immagini, parole, balli e coreografie di puro teatro: spontaneo, corale, che porta con la sua magia un intero paese in piazza e dietro le quinte, ma pur sempre teatro. Il rione verde, vittorioso l'anno scorso con il racconto sul medico condotto Nencioni, rappresentato anche all'Expo di Milano, emerge per la scelta del musical. Furono per primi i bianchi nel 2003 e 2004 a portare in piazza una sfilata recitata e cantata. E spopolarono.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:foto-e-video:1.14178081:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/foto-e-video/2016/09/30/fotogalleria/in-piazza-la-prima-del-san-michele-quest-anno-quattro-sfilate-alla-pari-1.14178081]]

La contrada dell'arte adesso ci riprova, con il regista Riccardo Giannini e "La vita che ti diedi", storia d'amore tra Rosella, ragazza di una casa di tolleranza di Pistoia, mamma di una bambina che mai poté godersi, e Bogardo Buricchi, il partigiano morto nel sabotaggio del treno carico di esplosivi sotto Poggio alla Malva l'11 giugno 1944, travolto nell'esplosione assieme ad altri tre compagni. Storia con la "S" maiuscola e storia con la "s" minuscola che si sovrappongono, sfida anche ai luoghi comuni e l'ironia che fu vincente la passata edizione.

I bianchi non tradiscono la loro cura nei carri e nelle scenografie, con un'attenzione quest'anno maggiore al recitato: gli occhi del pubblico indugiano sul grande vecchio leccio, sulla cantina di Liborio, la casa della Batistina (la maga con un occhio di vetro) e sul carro del circo Ludmilla, l'uomo giraffa sui trampoli, l'elefante 'umano' e la ragazza zebra che sembrano usciti da un sogno. La storia è quella di Morando Pucci, fantasioso inventore di tanti racconti e tra i protagonisti del San Michele, pronto tutti gli anni, come molti altri a Carmignano, a tirare le notti lunghe nei cantieri e salire poi sui carri, a impersonare un pompiere, uno scalpellino e mille altri personaggi. Morando se n'è andato in una notte di San Michele. "E il cuore salta un battito" diventa così la metafora della vita ma anche dell'essenza della festa più bella di Carmignano, del cuore e della fantasia che ti aiutano ad allontanare le ombre Dei gialli abbiamo già detto. La loro sfilata è una citazione continua di più film - e non solo nella colonna sonora -, da "Guerre Stellari" agli spaghetti western di Sergio Leone e Morricone, fino a "Mission Impossible". La storia si fa seguire da sola, per tutta la mezzora di tempo che impegna. Strappano applausi anche alcuni carri. In fondo la chiusa: "la vita non dipende né da Dio, né dal Diavolo o dalla fortuna, la costruite voi. Tutto il resto, stupidi umani, è scusa e illusione".

Poi arriva il rione celeste, ultimo a sfilare la prima sera. Racconta i trecento anni del vino di Carmignano, i tre secoli da quel bando del granduca Cosimo III dei Medici che ne fece la più antica Doc al mondo. Sono quasi le una di notte e gli occhi affogano sui balletti e sulla maestosità dei carri e delle costruzioni: architetture vestite di tessuti, plastica e polistirolo, ma anche fatte di puro metallo, come la nave carica di vino che come un pendolo oscilla mentre varca l'oceano, minimalista nella struttura ma di grande impatto. Colpiscono e strappano applausi anche le invenzioni e le trovate sartoriali, con costumi che si rigirano indosso e cambiano le scenografie o che diventano loro stessi oggetti di scena, trasformando ad esempio una ballerina in un calice animato.

"Ogni anno è una sorpresa e una grande emozione - commenta la presidente del comitato che organizza a festa, Silvia Borsi - Ci vorrebbe un podio per quattro. Emozionato ed estasiato anche Edoardo Prestanti, al suo primo San Michele da sindaco: "La festa racconta ogni volta in maniera affascinante la storia di questa terra". A questo punto non resta che aspettare sabato e domenica per il gran finale. Per entrare alla festa si pagano 6 euro e se si vuole sedere in tribuna ne vanno aggiunti altri dieci. Si parcheggia alla Serra e a Seano, da dove fa la spola un bus navetta gratuito.

Il palio dei ciuchi.  Alle nove il parcheggio più grande della Serra era già pieno (un centinaio le auto in sosta) e in piazza dei seicento posti in tribuna almeno quattrocento erano già occupati. Dalla vasca Stefano Fatighenti, speaker della festa per trentacinque anni, intrattiene il pubblico. Sfilano i gonfaloni delle contrade e dei comuni di tutta la provincia e cinque minuti prima della dieci, finalmente, la parola passa alle contrade. Tanti spettatori: non capita sempre in un giorno del San Michele durante la settimana. E quasi tutti sono rimasti lì fino alla fine, fino al palio dei ciuchi che si è corso alle una di notte: due giri di due piazze e una via, con staffetta e cambio del ciuco a metà percorso. La prima manche l'ha vinta il fantino dei gialli, Lorenzo Cappellini, carmignanese doc; ma è successo davvero di tutto nella corsa di giovedì notte in groppa agli otto ronzini, assegnati con un diverso sorteggio ogni sera ai quattro rioni. La gara è partita con una falsa partenza. Alla seconda, buona, il rione verde si è involato verso la salita.

Per Loriano Barbagli, nuovo alla corsa e giunto da Vetulonia, soprannominato l'Etrusco, sembrava gioco facile. Ha controllato il bianco che gli stava dietro nella discesa, ma nella corsa a piedi per cambiare il ciuco ha perso tempo, anche il bianco Francesco Risaliti ha indugiato, il celeste Lorenzo Zoppi (lo stesso fantino che l'anno scorso portò l'arcangelo alla vittoria) sembrava poterne per un attimo approfittare ma è stato scosso dal ciuco già alla partenza. Verdi e bianchi hanno così riconquistato la testa del gruppo, ma all'ultima curva l'hanno tirata lunga. Tutti e due i ciuchi hanno seguito infatti il ronzino celeste, senza fantino. A quel punto si è infilato nella giusta corsia il giallo, primo al traguardo. Secondo si è piazzato il bianco, terzo il verde e ultimo il celeste.

C'è comunque tempo ancora per rimontare: il palio si aggiudica sommando i punti delle tre corse, una per sera. Certo sono oramai lontani gli anni del ciuchino Merchx, che correva negli anni Settanta. La gara più sentita oramai è quella del 'teatro in strada': è anche lo spettacolo più bello, capace di tenere incollati per due ore, a sedere o in piedi dietro le transenne, centinaia di persone. E quella dove i rioni più spendono. Ma anche il palio dei ciuchi appartiene alla tradizione, sia pur nel suo percorso da qualche edizione dimezzato, per rispettare le leggi che impongono che ogni animale non possa percorrere più di 250 metri. Ogni anno non mancano pure le polemiche degli animalisti, nonostante siano banditi frustini, sperone, colpi e percosse, punite fino alla squalifica. Ma nonostante tutto la tradizione va avanti.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web