Il Tirreno

Prato

Chiara e Ilaria, il loro sì davanti al sindaco Matteo Biffoni - Foto

di Barbara Burzi
Celebrata nel palazzo comunale di Prato, tra Chiara e Ilaria, la prima unione civile
◗
Celebrata nel palazzo comunale di Prato, tra Chiara e Ilaria, la prima unione civile

Celebrata nel palazzo comunale di Prato la prima unione civile. Molta emozione durante lo scambio degli anelli e la lettura dei commi del testo Cirinnà

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Chiara e Ilaria hanno detto sì. E' stata celebrata in Comune dal sindaco Matteo Biffoni la prima unione civile della città, tra un'archeologa fiorentina e una tecnica informatica di Roma, entrambe residenti a Prato. Nella piazza del municipio, con mezz'ora di anticipo rispetto all'orario di inizio della cerimonia c'era Ilaria accompagnata dagli amici più stretti e la sua famiglia. Poi è arrivata Chiara, con i canonici cinque minuti di ritardo: abito bianco e bolerino in pelle nero. La cerimonia si è svolta nella sala matrimoni del palazzo comunale nella commozione generale degli invitati. «Chiara mi ha detto di aspettarla su», dice Ilaria ai presenti che la seguono al piano superiore del palazzo dove, dopo pochi minuti, entrerà Chiara.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:foto-e-video:1.14178527:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/foto-e-video/2016/09/30/fotogalleria/unioni-civili-il-primo-si-a-prato-fra-ilaria-e-chiara-1.14178527]]

Gli invitati erano già seduti e pronti ad assistere alla cerimonia quando lei ha attraversato il corridoio percorrendo, da sola, gli ultimi metri che la dividevano da Ilaria, la compagna con cui ha sottoscritto l'unione civile. Molta emozione durante lo scambio degli anelli e la lettura dei commi del testo Cirinnà. «Sono emozionato anch'io - esordisce il primo cittadino - finalmente usciamo dall'imbarazzo di non aver saputo finora dare risposta alle lacrime di gioia di queste persone. Oggi è una bella giornata per tutti». Presenti, genitori, parenti e gli amici più stretti, che hanno assistito alla cerimonia facendo sentire la loro vicinanza alla coppia dall'inizio alla fine quando l'atmosfera attenta e raccolta è stata rotta da un applauso finale, accompagnato da baci e abbracci di congratulazioni. «E' un'emozione immensa», commenta per prima Chiara, che al momento dello scambio degli anelli non ha potuto trattenere le lacrime. «Quando ho detto sì, il trucco ha iniziato a colare», dice asciugandosi gli occhi. «Siamo insieme da cinque anni, ma dopo un anno di convivenza ho capito che era quella giusta», aggiunge Ilaria tenendo per mano la sua sposa. Il matrimonio era già stato programmato per l'estate prossima in Portogallo, ma la nuova legge in materia di unioni civili ha permesso alle due ragazze, trent'anni Ilaria Pascucci e quarantuno Chiara Donati, di coronare il loro sogno in Italia. «Conosciamo tanti giovani che non si dichiarano per paura dei giudizi degli altri - dicono - noi vogliamo dire loro che ce la si può fare; tutte le persone che ci hanno appoggiato e manifestato il loro affetto in questa giornata con la loro presenza e inviandoci messaggi dimostrano che non è vero che l'Italia non era pronta, anzi». Non è mancato il tradizionale lancio del riso, a cui è seguita una festa nel giardino di "Spazi Invasi" con parenti, amici e colleghi di lavoro. «E' un buffet organizzato e preparato tutto da noi - dicono le due ragazze - domani faremo un'altra festa a Roma per quelli che non sono potuti venire a Prato e poi, lunedì, partiremo per la nostra luna di miele: una crociera tra Grecia e Croazia». «Sono onorata di essere stata scelta come testimone», commenta Claudia, migliore amica di Chiara.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.13925637:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2016/08/06/news/chiara-e-ilaria-il-primo-si-in-comune-1.13925637]]

«Non ci conosciamo da molto - racconta - ma è nata da subito una grande amicizia e mi rende molto felice sapere che anche loro adesso possono godere dei miei stessi diritti». La coppia non esclude la possibilità di formare una famiglia in futuro, anche se per il momento la legge Cirinnà non prevede la “stepchild adoption”.
 «Il pensiero c'è - ammette Ilaria - credo che tutti desiderino farsi una famiglia e sono sicura che sarei capace di amare un figlio tanto quanto amo lei». Anche il padre di Ilaria non nasconde di avere una gran voglia di diventare nonno. «Beh, ho sessant'anni ormai e mi piacerebbe avere un nipotino - dice - mi auguro davvero che la legge sulle unioni civili sia soltanto il primo verso il raggiungimento della vera civiltà. Sono felice che abbiano fatto questo passo e che l'abbiano fatto qui, a Prato, la città che ha accolto mia figlia nel migliore dei modi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web