Finanza
Microcredito alle start up: ecco 5 milioni
Accordo tra Fondo S. Stefano, ChiantiBanca e Artigiancredito per finanziamenti fino a 25.000 euro
PRATO. Nasce una partnership fra ChiantiBanca, Fondo Santo Stefano e Act (Artigiancredito Toscano) che prevede un plafond da 5 milioni di euro messo a disposizione da ChiantiBanca per il microcredito alle start up pratesi, per un massimo di 25mila euro ad azienda, con la garanzia consortile di Artigiancredito Toscano. Una operazione che potrebbe essere fondamentale per quelle persone che hanno perso il lavoro oppure non riescono a trovarlo. Insomma, una forma di microcredito ad alto impatto sociale. «Per noi - sono state le parole di Mauro Focardi Olmi, vice direttore generale di ChiantiBanca - è importante collaborare con realtà come Fondo Santo Stefano e Artigiancredito Toscano. Se pensiamo al plafond che abbiamo stanziato che per le leggi riguardanti il microcredito stesso prevede un finanziamento massimo di 25.000 euro, abbiamo centinaia di potenziali attività che possono nascere ed essere sviluppate. Risorse che se pienamente utilizzate potrebbero dare nuovo lavoro a 1.000 persone. E questa pensiamo possa essere una opportunità rilevante: per Prato e per i pratesi. Per le persone e per il loro futuro». «La caratteristica importante dell’accordo - ha proseguito Maurizio Nardi, presidente del Fondo Santo Stefano - oltre alla disponibilità finanziaria, è quello di creare dei legami con istituti come ChiantiBanca e Artigiancredito. Per noi è sempre più rilevante avere una rete più ampia possibile, per dare opportunità alla maggior parte delle persone. Questo potrebbe essere un momento importante per Prato: da oggi abbiamo più risorse per la città. Teniamo conto che i finanziamenti medi del Fondo Santo Stefano sono di 17mila euro, quindi parliamo di oltre 300 imprese che potremmo sostenere. Centinaia di persone, lavoratori, imprenditori. Qualche dato sulla nostra attività: 85 le aziende finanziate dal 2012 ad oggi, più dell’85% in grande sviluppo, bassissima mortalità, 30 tutor commercialisti. Nell’ultimo anno solare, da settembre 2015 a settembre 2016, abbiamo avuto 37 richieste: 25 sono state finanziate, 2 scartate, 10 in istruttoria. Per 700mila euro erogati». «È un accordo particolare su argomenti particolari - ha fatto eco Fabrizio Campaioli, presidente Act - Questo è stato l’obiettivo: aprire una linea specifica per situazioni “diverse”. Quello che siamo riusciti a fare è stato garantire risposte al minor costo nel minor tempo possibile. Si parla di finanziamenti da 5 a 25mila euro, peraltro in un periodo di tre anni dall’inizio dell’attività, quello strategico in cui si decide il futuro dell’azienda. Cerchiamo di dare un po’ di benzina in più per fare girare il motore”. (v.t.)
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