Il Tirreno

Prato

Parco urbano: scontro Barberis-5 Stelle

Parco urbano: scontro Barberis-5 Stelle

L’assessore accusato di conflitto d’interesse per aver favorito gli architetti “amici”. Bosi: «Falsità, è la macchina del fango»

4 MINUTI DI LETTURA





PRATO. I consiglieri 5 Stelle attaccano, l’assessore alla Urbanistica Valerio Barberis e il segretario Pd Gabriele Bosi, rispondono per le rime. Il terreno di scontro, più sulla persona che sui contenuti, è sul Parco centrale di Prato che nascerà sull’ex Misericordia e Dolce il cui concorso di progettazione è ormai arrivato in fondo: sabato primo ottobre la commissione internazionale scegliere il vincitore tra i dieci finalisti i cui lavori sono stati depositati presso lo studio di un notaio, appunto per evitare “contaminazioni”, e arriveranno a bordo di un camion a Palazzo Pacchiani (anonimi, ovvero senza il nome dello studio) dove verranno fatte le valutazioni.

Quali sono le accuse mosse dai pentasellati? Sono tre - contenute in una nota - e riguardano il quantitativo di edificato che il parco conterrà che secondo i consiglieri potrebbe risultare maggiore di quello dichiarato, avanzano pensati dubbi su un conflitto di interessi di Barbersi e sulla collocazione, al secondo posto, tra i dieci finalisti del progetto dei due architetti presunti amici dell’assessore.

«Leggendo la lista dei 10 finalisti, fra oltre 230 candidature provenienti da tutto il mondo - scrivono Gabrielel Capasso, Mariangela Verdolini e Silvia La Vita - dove a detta di Barberis "sono rappresentate le maggiori scuole di pensiero di architettura a livello internazionale", non possiamo non notare qualcosa di strano. Senza mettere in dubbio la professionalità di nessuno dei soggetti arrivati in finale - accusano i tre consiglieri - ci chiediamo se non si ravveda un conflitto d'interessi che riguarda ancora una volta l'assessore Barberis, architetto di un noto studio pratese "Mdu Architetti" che fino alla sua nomina nella giunta Biffoni, ha sempre lavorato per il Comune di Prato. Infatti al secondo posto nella lista dei finalisti, pubblicata sul sito del Comune, si trovano i seguenti nomi: Emanuele Barili e Cosimo Balestri, che nel 2013 avevano presentato proprio una tesi di laurea sul "Recupero dell'area del Misericordia e Dolce a nuovo Parco con all'interno la sede dell'area metropolitana Fi-Po-Pt" il cui relatore era per l'appunto Valerio Barberis». E concludono: «Riteniamo che i bandi di gara e i concorsi pubblici debbano essere fatti nella massima trasparenza - concludono i tre consiglieri - e senza nessun tipo di favoritismi. Tali principi, in questo caso, ci sembrano disattesi. Per questo chiederemo un parere di regolarità al segretario generale del Comune che è il "responsabile sulla trasparenza e l'anticorruzione ed eventualmente invieremo una segnalazione all'Autorità Nazionale Anticorruzione».

Immediata la reazione di Bosi che smentisce le accuse, parla di “macchina del fango”, sottolinea come siano proprio i 5 Stelle «movimento che si defnosce attento all’ambiente» a dare battaglia «contro la creazione del più grande parco urbano della città», parla di argomentazione «false e immediatamente smentibili» e conclude: «So che non è questo un modo onesto di fare politica, e agli elettori di un movimento che si fregia tanto del marchio dell'onestà dovrebbe far pensare».

Barberis mette il carico da 90 e smentisce punyo per punto le accuse: «Conosco gli architetti Barili e Balestri come conosco decine di altri architetti fuori e dentro Prato. Non sono stato relatore della tesi di laurea, un semplice esercizio tecnico, perché relatore è stato il direttore del dipartimento di Architettura dell’Università i Firenze Saverio Mecca, ne i due architetti sono mai stati miei assistenti». Vero è che il progetto Barili-Balestri è stato presentato nel 2013 in un incontro politico di Adesso Prato, relatore della serata Barberis. Evidentemente una confusione di ruoli. «Su un altro aspetto - continua l’assessore - vorrei fare chiarezza una volta per tutte: per fare l’attività di amministratore pubblico, per evitare, appunto, conflitti di interessi, polemiche, attacchi politici, ho lasciato lo studio Mdu (con sospesione dall’ordine ndr), per il quale lavoravo, il 31 dicembre del 2014, sei mesi dopo la nomina di assessore, per dedicarmi completamente a questa attività. Cosa stia facendo ora lo studio non so, so però e con certezza, che mai, prima di essere nominato assessore, lo studio per il quale lavoravo ha realizzato progetti per il Comune di Prato, mai, nemmeno una volta». Infine un passaggio per contestare l’accusa, nemmeno tanto velata, di aver favorito il progetto il cui capogruppo è appunto Emanuele Barili e con Cosimo Balestri tra i componenti della cordata. «C’è una giuria che ha valutato e giudicato i progetti, così come è previsto dalla legge. Una giuria formata da professionisti qualificati, che non hanno alcun contatto con me e mai lo avranno, che decidono in piena autonomia e che è formata, per la maggior parte, da professionisti che vivono in mezza Europa. Sempre per legge - prosegue Barberis – gli studi di architettura esteri devono avere un corrispondente sul luogo nella quale svolgono la progettazione. In questo caso Barili è il corrispondente dello studio Elemental, del cileno Alejandro Aravena, vincitore del premio Pritzker 2016 (il premio Nobel dell’architettura ndr) e lo studio Elemental ha vinto il Leone d’Argento per giovani architetti all’undicesima biennale di Architettura di Venezia. Aravena - conclude - è il più grande architetto di questi tempi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa