Il Tirreno

Prato

Il M5S accusa l'assessore Barberis di conflitto d'interessi

Un sopralluogo al Misericordia e Dolce in vista del bando
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Un sopralluogo al Misericordia e Dolce in vista del bando

Dura note dei consiglieri La Vita, Capasso e Verdolini sulla procedura del bando per il Parco Centrale: "Tra i dieci finalisti ci sono due architetti a lui vicini". La replica di Bosi (Pd): "Tutto falso, è la macchina del fango"

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PRATO. I consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle (Silvia La Vita, Gabriele Capasso e Mariangela Verdolini) denunciano un presunto conflitto di interessi che riguarderebbe l'assessore ai Lavori pubblici Valerio Barberis nella procedura del bando per il Parco Centrale che dovrebbe sorgere al posto del vecchio ospedale Misericordia e Dolce.

"In merito al bando per la progettazione del Parco Centrale di Prato - si legge in una nota dei tre consiglieri - il MoVimento 5 Stelle è stato sempre critico, in particolare sulla reale quantità di superficie edificabile. L'assessore Barberis ci ha sempre tranquillizzato dichiarando che verrà realizzato un grande parco e che le uniche aree cementificate saranno quelle a servizio del Parco, rimandando il tutto al progetto definitivo. Abbiamo quindi fatto un'interrogazione per capire con quale normativa tale bando era stato redatto, visto che a nostro avviso non corrispondeva ad un reale "Concorso di progettazione" così come descritto nel sito del Comune. La risposta alla nostra interrogazione è arrivata e in questa l'assessore assicura che a livello normativo è stato fatto tutto a norma di legge. Tuttavia leggendo la lista dei 10 finalisti, fra oltre 230 candidature provenienti da tutto il mondo, dove a detta di Barberis "sono rappresentate le maggiori scuole di pensiero di architettura a livello internazionale", non possiamo non notare qualcosa di strano".

"Senza mettere in dubbio la professionalità di nessuno dei soggetti arrivati in finale - accusano i tre consiglieri - ci chiediamo se non si ravveda un conflitto d'interessi che riguarda ancora una volta l'assessore Barberis, con delega ai lavori pubblici, architetto di un noto studio pratese "MDU Architetti" che fino alla sua nomina nella giunta Biffoni, ha sempre lavorato per il Comune di Prato. Infatti al secondo posto nella lista dei finalisti, pubblicata sul sito del Comune, si trovano i seguenti nomi: Emanuele Barili e Cosimo Balestri, che nel 2013 avevano presentato proprio una tesi di laurea sul "Recupero dell'area del Misericordia e Dolce a nuovo Parco con all'interno la sede dell'area metropolitana Fi-Po-Pt" il cui relatore era per l'appunto Valerio Barberis. Proposte che erano già state presentate a Biffoni dallo studio MDU Architetti con la collaborazione di Cosimo Balestri e Emanuele Barili che oggi risultano essere anche assistenti del professor Barberis all'università di Architettura di Firenze".

"Riteniamo che i bandi di gara e i concorsi pubblici debbano essere fatti nella massima trasparenza - concludono i tre consiglieri - e senza nessun tipo di favoritismi. Tali principi, in questo caso, ci sembrano disattesi, considerato tra l'altro che ai finalisti verrà comunque corrisposto un rimborso spese di 13.000 euro. Per questo chiederemo un parere di regolarità al Segretario Generale del Comune che è il "responsabile sulla trasparenza e l'anticorruzione" ed eventualmente invieremo una segnalazione all'Autorità Nazionale Anticorruzione".

Durissima la replica di Gabriele Bosi, segretario provinciale del Pd, alle affermazioni dei cinque stelle. "Continua l'incredibile battaglia del gruppo consiliare del M5S di Prato - scrive Bosi - contro il progetto del parco urbano al posto dell'ex ospedale. Trovo incomprensibile come un movimento che si definisce attento ai temi dell'ambiente possa contrastare la realizzazione di un grande parco verde nel centro storico della nostra città, una delle più importanti operazioni di riqualificazione urbanistica a livello nazionale e che ha suscitato l'interesse di architetti di fama mondiale. Non avendo argomenti sul merito del progetto ora i tre consiglieri attaccano l'assessore Valerio Barberis per un presunto conflitto di interessi, dando informazioni false e smentite dall'interessato punto su punto (esempio: dicono che Barberis da professionista "ha sempre lavorato per il Comune di Prato" quando lui non ha mai lavorato per il Comune di Prato)". 

"La parte più grave delle loro dichiarazioni - continua Bosi - è quella in cui ipotizzano un collegamento tra l'assessore e due architetti che con il proprio gruppo di lavoro hanno presentato il portfolio di Alejandro Aravena, tra i dieci finalisti del bando. Peccato che l'Assessore non faccia parte della giuria che ha selezionato i progetti, in cui siedono invece architetti ed esperti di fama europea e internazionale. Peccato, anche, che i due architetti non siano, come sostengono i consiglieri, assistenti universitari dell'assessore. E' evidente come quella dei tre consiglieri pentastellati non sia polemica politica ma macchina del fango, utilizzata per un attacco meramente personale con argomentazioni false e smentite subito dai fatti, evidentemente attingendo notizie da informatori poco attendibili. Non so se esistano gli estremi per una querela da parte dell'assessore. So soltanto che non è questo un modo onesto di fare politica, e agli elettori di un movimento che si fregia tanto del marchio dell'onestà questo comportamento dei consiglieri comunali a cinque stelle pratesi dovrebbe dare molto da pensare".

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