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Barberis: "Non ci sto alla cultura del fango e del sospetto"
Prato, l'assessore all'Urbanistica ribatte punto per punto alle accuse del gruppo 5 Stelle e minaccia querela: "Mai avuti i due architetti come studenti, sono uscito dallo studio Mdu a dicembre 2014 e prima non ho mai lavorato con il Comune"
PRATO. Valerio Barberis “non ci sta” “alla cultura del sospetto e del fango. Non mi importa nulla se qualcuno attacca me, sta nella scelta che ho fatto di fare l’assessore, ma se si tirano in ballo persone che non c’erano nulla, allora mi arrabbio. C’è un limite agli attacchi politici ed è il rispetto della dignità delle persone”. Limite che, secondo l’assessore, questa volta, il gruppo 5 Stelle in Comune (Gabriele Capasso, Mariangela Verdolini e Silvia La Vita) ha superato, accusandolo di aver fatto arrivare al secondo posto della graduatoria dei progettisti del Parco centrale di Prato, un paio di amici suoi, di far parte di un “noto studio di architettura” (Md ndr) che avrebbe fatto molteplici interventi per il Comune, di aver pubblicato un bando per la realizzazione del Parco metropolitano che come volumi di edificato non tornerebbe. Insomma accuse molto gravi, contenuto in una comunicato che è già i mano ai legali dell'assessore.
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Barberis è deciso: “Se ci sono gli estremi, questa volta querelo” e risponde punto per punto alle accuse. Prima di tutto sulle presunte incongruenze tra bando di progettazione e concorso di progettazione sulla quantità di cemento che occuperà il parco: “Credo che i consiglieri comunali abbiamo la possibilità di informarsi nel dettaglio su tutto ciò che riguarda attività amministrativa e progetti. Dunque basta leggere: il progetto la realizzazione di un parco di tre ettari e mezzo con al massimo 3.000 metri di costruito a servizi. Un unico edificio dovrà essere, al massimo, di 500 metri quadrati. Stop. Sono questi i volumi che compaio sia bel bando sia nella documentazione relativa al concorso di progettazione”.
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Per quanto concerne “ due amici” dell’assessore, ovvero gli architetti Emanuele Barili e Cosimo Balestri, è vero che presentarono nel 2013, in una iniziativa politica, un progetto di riqualificazione dell’area ex Misericordia e Dolce “contenuto in una tesi di laurea – prosegue Barberis – che non è altro che un esercizio tecnico della quale non sono mai stato relatore perché lo era il direttore del dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze Saverio Mecca. Ovvio, conosco i due architetti, come ne conosco decine di altri a Prato, ma non sono mai stati miei studenti al dipartimento di Architettura, dove insegno, è vero, a titolo gratuito da alcuni anni”.
“Su un altro aspetto vorrei fare chiarezza – continua Barberis – una volta per tutte: per fare l’attività di amministratore pubblico, per evitare, appunto, conflitti di interessi, polemiche, attacchi poltici, ho lasciato lo studio Mdu, per il quale lavoravo, il 31 dicembre del 2014, sei mesi dopo la nomina di assessore, per dedicarmi completamente a questa attività. Cosa stia facendo ora lo studio non so, so però e con certezza, che mai, prima di essere nominato assessore, lo studio per il quale lavoravo ha realizzato progetti per il Comune di Prato, mai nemmeno una volta”.
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Infine un passaggio per contestare l’accusa, nemmeno tanto velata, di aver favorito il progetto – secondo nella lista di quelli ammessi all’ultima fase del concorso – il cui capogruppo è appunto Emanuele Barili e con Cosimo Balestri tra i componenti della cordata. “C’è una giuria che ha valutato e giudicato i progetti, così come è previsto dalla legge. Una giuria formata da professionisti qualificati, che non hanno alcun contatto con me e mai lo avranno, che decidono in piena autonomia e che è formata, per la maggior parte, da professionisti che vivono in mezza Europa. Sempre per legge - continua Barberis – gli studi di architettura esteri devono avere un corrispondente sul luogo nella quale svolgono la progettazione. In questo caso Barili è il corrispondente dello studio Elemental, del cileno Alejandro Aravena, vincitore del premio Pritzker 2016 (il premio Nobel dell’architettura ndr) e lo studio Elemental ha vinto il Leone d’Argento per giovani architetti all’undicesima biennale di Architettura di Venezia. E’ il più grande architetto di questi tempi”.
Poi le conclusioni: “Il materiale sul concorso di progettazione dell’area ex Misericordia e Dolce è reperibile da mesi. E’ tutto pubblico, si trova anche on line. Possibile che i 5 Stelle arrivino a tre giorni dal pronunciamento del vincitore del concorso (previsto per sabato primo ottobre ndr) a fare questo attacco?"
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