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Altri due rinvii per la vicenda del sottopasso di via Ciulli

PRATO. Che il processo per la morte di tre donne cinesi annegate sei anni fa nel sottopasso di via Ciulli fosse nato sotto una cattiva stella lo si era capito da tempo (sono passati 6 anni e ancora...

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PRATO. Che il processo per la morte di tre donne cinesi annegate sei anni fa nel sottopasso di via Ciulli fosse nato sotto una cattiva stella lo si era capito da tempo (sono passati 6 anni e ancora non c’è la sentenza di primo grado). Ieri se n’è avuta conferma in ben due occasioni. Di primo mattino il sindaco Matteo Biffoni si è presentato in Tribunale per esporre le ragioni del Comune davanti al Tribunale del riesame che doveva decidere sull’istanza di dissequestro del sottopasso dopo che il giudice del dibattimento aveva respinto una prima richiesta. Ma prima il cancelliere ha accusato un malore e si è dovuto attendere quasi due ore per trovare un sostituto, per poi scoprire che il Tribunale non aveva trasmesso una parte del fascicolo. E così, dopo pochi minuti di camera di consiglio le parti l’udienza è stata rinviata a data da destinarsi e le parti sono state rimandate a casa.

Non era finita, perché nel pomeriggio avrebbe dovuto continuare la discussione del processo di merito, quello nel quale il pubblico ministero Lorenzo Gestri all’ultima udienza aveva chiesto la condanna del funzionario comunale Lorenzo Frasconi e del direttore dei lavori Stefano Caldini. Ma il giudice ha ritenuto che la giornata fosse già abbastanza piena (c’erano anche tre direttissime) e ha rinviato all’udienza del prossimo 13 ottobre.

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