Il Tirreno

Prato

Alba di fuoco In fiamme auto e un container

di Ilenia Reali
Alba di fuoco In fiamme auto e un container

Incendi dolosi in viale Montegrappa e in un parcheggio lungo via Ammannati

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PRATO. Quando ha sentito il campanello di casa suonare all'alba di ieri mattina lì per lì ha trasecolato. Alla porta c'era la polizia per informarlo che la sua auto aveva avuto dei danni a causa di un incendio. L'auto era parcheggiata davanti a casa, lungo il parcheggio a lisca di pesce che costeggia via Agostino Ammannati da un lato e un'area verde dall'altro. I danni erano lievi. Un fanale rovinato dal calore provocato dalle fiamme. Con lui un vicino di casa, anche lui con l'auto danneggiata.

Le fiamme erano partite dalle sterpaglie a cui un piromane aveva dato fuoco e da lì avevano raggiunto le due auto. E' l'ennesimo caso di incendio doloso in poche settimane nella zona. Il quarto in base alle informazioni rese note dai vigili del fuoco. L'ennesimo se si considerano anche tutti gli incendi che hanno preso di mira i cassonetti, in particolar modo nella zona compresa tra via Zarini e via Montegrappa cominciati ormai un anno fa.

Il quarto raid in poche settimane. E il terzo all'alba di ieri mattina. Prima di via Ammannati infatti i vigili del fuoco erano intervenuti in viale Montegrappa in due punti diversi. Ai danni di un contatore elettrico, subito spento, e forse quello più grave - almeno dal punto di vista dei danni e dell'impatto visivo - a una casetta/container di un cantiere edile.

In questo caso siamo all'altezza del numero civico 122, nell'area condominiale del Centro di analisi mediche. Qui i vigili del fuoco hanno avuto il loro bel daffare: le fiamme infatti rischiavano di allargarsi al palazzo che ha decine di condomini. In pochi alle 5 erano svegli ma l'incendio dopo aver disintegrato il container (allestito perché ci sono dei lavori in corso) aveva già intaccato un tramezzo in cui si trova un ufficio tecnico. Fortunatamente tutto è andato per il verso giusto. «Poteva andare molto peggio», ha spiegato il responsabile del condominio. «Si figuri che qui sono dovuti intervenire i vigili del fuoco di Montemurlo perché quelli di Prato erano impegnati in altri due incendi, più lievi sempre appiccati dallo stesso piromane». Stessa opinione dei residenti di via Ammannati. «Per fortuna - ha spiegato il proprietario di una delle auto - le fiamme hanno interessato solo parzialmente l'auto. E' a metano. Poteva essere davvero pericoloso».

Lo scorso 5 settembre furono appiccati tanti piccoli incendi, uno dietro l'altro, dall’una alle tre di notte. A prendere fuoco erano state un'auto all'interno della concessionaria Palmucci in via Ferrucci, poi materiali edili in via del Cittadino, quindi una baracca in via Lunga a Mezzana, poi sterpaglie in via Leonardo da Vinci.

Qualche giorno dopo, siamo all'11 settembre, a rischiare fu un distributore di benzina in via Marconi. Il solito piromane aveva data fuoco a delle sterpaglie in più punti: le fiamme in un batter d’occhio, complice il vento, si erano propagate per svariati metri mettendo a rischio sia il distributore sia il luna park aperto sulla stessa strada. L'ultimo episodio invece risale a qualche giorno fa quando fu appiccato il fuoco a tre auto parcheggiate in viale della Repubblica a due passi dal distributore di benzina, accanto alla palazzina della Cap. Gli inquirenti sono al lavoro per risalire agli autori degli incendi che sembra evidente, almeno dagli indizi, si tratti della stessa mano. Per quanto riguarda gli incendi dei cassonetti il sostituto Valentina Cosci ha invece chiuso le indagini nei giorni scorsi: si tratterebbe di un uomo, 46 anni, di origine pachistana. Nella sua abitazione, l'uomo non è agli arresti, erano stati sequestrati accendini anti vento. Si escludeva potesse trattarsi della stessa persona per quanto riguarda gli incendi dell'ultimo mese. Indagini però sono in corso e nessuna pista, a questo punto, viene esclusa.

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