I reperti di Gonfienti traslocano a Campi Bisenzio
Presentato in anteprima il Museo della città etrusca del Bisenzio alla Rocca Strozzi. Scatta la protesta. L’assessore: «La decisione fu presa 10 anni fa»
PRATO. In principio furono gli Etruschi, gli antenati dei pratesi in quel di Gonfienti. La storia è nota, anzi tristemente nota visto che sembra ormai sfumato il sogno di un parco archeologico sulle rive del Bisenzio. Ed è sempre sulle rive del Bisenzio che il tesoro etrusco riemerso una ventina di anni fa durante gli scavi nella zona pratese dell'Interporto tornerà fruibile al popolo di appassionati di antichità e archeologia. Non però a Prato, bensì a Campi Bisenzio dove è in fase di allestimento il Museo Archeologico di Gonfienti con sede alla Rocca Strozzi, aperta straordinariamente nell'ultimo weekend in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio. «Il Museo - si legge sul sito del Comune di Campi Bisenzio - accoglierà i reperti provenienti dalla città etrusca fondata sul Bisenzio».
Era scritto da anni che il museo etrusco dovesse nascere a Campi Bisenzio ma dopo tutti questi anni una notizia del genere non può lasciare indifferente l'artista Maila Ermini che alle battaglie per il sito etrusco ha dedicato una vita. «Organizzerò una nuova marcia per Gonfienti per tenere viva l'attenzione in città sugli Etruschi ormai dimenticati. Qui siamo di fronte a un tradimento. Capisco che sia la Sovrintendenza a decidere ma il Comune di Prato non ha fermato le sue scelte...».
Ermini non è la sola a protestare per questa scelta, anche se datata. Tra questi c’è Mauro Lorenzini, coordinatore del gruppo “Passeggiate tra storia e natura” presente ieri alla presentazione del Museo. «Non credevo ai miei occhi quando ho visto che in mostra c’erano i nostri reperti. Non si può accettare che tutto venga portato a Cambi Bisenzio. Tra l’altro l’inaugurazione è avvenuta nel più assoluto silenzio di Prato che, sul trasferimento dei reperti dal laboratorio al Museo di Campi, mi risulta non abbia più detto una parola».
«E’ un accordo di molti anni fa», conferma l’assessore alla cultura Simone Mangani. «Si sapeva che i reperti sarebbero andati a Campi da almeno dieci anni. Se non addirittura da prima. Quando noi facemmo la mostra sugli etruschi, alla fine del 2014, contattammo la responsabile della nostra area della Soprintendenza Gabriella Poggesi chiedendo se era possibile collocare alcuni dei reperti di Gonfienti a Palazzo Pretorio, negli spazi attigui di Palazzo Valentini. Ci interessava averne alcuni a Prato. La risposta però fu netta e chiarissima: la decisione era già stata presa, purtroppo, alcuni anni prima e non si sarebbe tornati indietro». (m.l. -i.r.)
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