Sicurezza
Biffoni: «Diventare sindaco non l’ho mai considerato una rovina»
PRATO. Si schernisce, Matteo Biffoni, sindaco di Prato, quando qualcuno gli chiede se è contento di essere stato definito dal premier Renzi «tra i più bravi amministratori del Paese», non prima di...
PRATO. Si schernisce, Matteo Biffoni, sindaco di Prato, quando qualcuno gli chiede se è contento di essere stato definito dal premier Renzi «tra i più bravi amministratori del Paese», non prima di una delle tante battute dell’intervento al Metastasio: «Sono due le persone alla quali ho rovinato la vita - ha detto il presidente del consiglio - Biffoni e Decaro (sindaco di Bari ndr) costringendoli a fare i sindaci».
«Sono contento, gli apprezzamenti fanno sempre piacere - ha risposto Biffoni - anche se diventare sindaco non l'ho mai considerato una rovina, certo è stata una scelta importante, perché ha voluto dire cambiare un'altra volta vita dopo essere stato un anno e mezzo al Parlamenti (deputato ndr) ma essere a servizio della mia comunità, della mia città è un lavoro meraviglioso. Devastante fisicamente, con tante preoccupazioni, però è bellissimo. La soddisfazione che ti dà essere sindaco non te lo dà nessun altro ruolo in politica».
E’ Biffoni a chiamare sul placo «l’amico Renzi» dopo aver spiegato perché sono giuste le ragioni del “sì”. «A chi ci dice fermiamoci, poi si farà una nuova legge, noi diciamo no: il percorso è stato fatto, con coraggio, con forza e ora abbiamo l’opportunità di renderlo praticabile». Biffoni ha chiesto alla platea di «fare un bel regalo a questo Paese e al nostro futuro» e di fare «lo sforzo adesso per portare in fondo il difficile percorso delle riforme».
Biffoni si è detto sostanzialmente d’accordo con le affermazioni di Renzi, secondo le quali proprio a causa delle mancanze di regole europee il comparto tessile è stato sacrificato. «Conosciamo la storia - ha detto Biffoni - Il grande problema, al di là delle letture facili sui cinesi a Prato, è stata la globalizzazione, cioè un sistema di mercato che ha, indiscutibilmente, messo in difficoltà il nostro mondo. Probabilmente i tempi di risposta che l'Europa ha messo in campo per proteggere i nostri mercati e tutelare i nostri prodotti - perché non poteva essere Prato da sola e nemmeno il sistema italia nel suo complesso - no sono stati sufficientemente efficaci e i risultati li abbiamo visti. Ora l’obiettivo - ha proseguito - è che si facciano delle scelte che vanno nell'interesse delle nostre aziende. Quello che mi preme è che le imprese del distretto lavorino e creino occupazione».
Nei pochi minuti che Matteo Biffoni e Matteo Renzi hanno passato a quattr’occhi, durante il percorso tra il Pecci e il Metastasio, sindaco e premier hanno fatto il punto su Prato, «in particolare - ha spiegato Biffoni - Renzi era interessato al sistema delle imprese e a capire se il comparto tessile è in ripresa». «Il rapporto con il governo è costante - ha puntualizzato Biffoni - con il premier parliamo meno ma con i ministri e con i sottosegretari il rapporto, non voglio dire che è quotidiano, ma ci si sente molto spesso. I temi di Prato quindi - ha concluso - sono all'attenzione del governo sia per quanto riguarda il raddoppio della Declassata, sia i problemi di organico del tribunale e quelli della sicurezza».
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