La manifestazione
Renzo, il tabaccaio profeta
Un convegno su Buricchi, il barista che incantava Benigni e ha ispirato gruppi di preghiera
PRATO. Per tutti era, e per molti lo è ancora, il tabaccaio di Prato. Renzo Buricchi, nato nel 1913 e morto nel 1983 viene così chiamato ogni volta che lo si ricorda. Ma dietro l'appellativo che sa di felliniana memoria c'è una figura intrisa di grande spiritualità con il suo messaggio di fede che ha trasmesso fra un caffè e l'altro serviti al bar di piazza del Comune dove oggi si trova il bar Datini. La Chiesa locale riconosce la spiritualità di quest'uomo la cui fama ha valicato i confini nazionali e sabato 8 ottobre promuove un convegno per far conoscere ancora di più il suo pensiero e la sua vita.
Poco dopo la sua scomparsa nacque il Cenacolo a lui intitolato, un'esperienza voluta dai suoi amici per portare avanti il suo cammino di fede. Da questo Cenacolo sono nati i "Piccolo cerchi" ovvero gruppi di preghiera formati da persone che hanno avuto modo di conoscere la storia del tabaccaio di Prato, anche attraverso alcuni libri scritti da un suo amico, Marcello Pierucci. E oggi questi gruppi si trovano anche all’estero. Il convegno organizzato dalla Diocesi per sabato 8 ottobre è stato chiamato "Renzo Buricchi, il tabaccaio di Prato: dono e sorpresa per la nostra città", al termine del quale sarà celebrata una messa in sua memoria dal vescovo Agostinelli.
Ed è proprio sul titolo che si sofferma monsignor Nedo Mannucci, vicario generale della Diocesi. «Sorprendente - dice il vicario - per la risposta al Vangelo che Renzo ha saputo dare. E la Chiesa di Prato vuole raccogliere il dono, appunto, sorprendente di Renzo che ha contagiato tanti amici». Alle 11 al cimitero della Misericordia il vescovo emerito Gastone Simoni benedirà la tomba di Buricchi, nel pomeriggio alle 15 in palazzo vescovile il via ai lavori che saranno aperti dai saluti del vescovo Franco Agostinelli e del sindaco Matteo Biffoni, poi seguirà l'intervento di monsignor Basilio Petrà e quello di don Gildas Vigan che lo scorso anno scrisse la tesi proprio sull'esperienza di spiritualità di Buricchi. Sarà, poi, la volta di fratel Sergio Scardigli che parlerà della figura di Buricchi e del sacerdote Divo Barsotti ("Due carismi, un solo spirito"), infine Marcello Pierucci, l'ultimo amico in vita di Buricchi che traccerà un ritratto del tabaccaio di Prato e ricorderà gli anni passati a fianco di quell'uomo che don Giuseppe Billi definisce un profeta. «Non solo - dice il sacerdote assistente ecclesiastico del Cenacolo - Renzo e altri pratesi per la loro spiritualità in vita hanno vissuto una santità laicale». Ed è don Billi a ricordare come dal bar Buricchi sia passato anche il giovane Roberto Benigni che ascoltava incantato il tabaccaio. «Pur avendo appena la terza elementare - ricorda Marcello Pierucci - Renzo si documentava e leggeva molto e fu un autentico testimone del Vangelo». «Buricchi - termina don Billi - ho avuto modo di conoscerlo e ricordo la sua simpatia ed il suo essere estroso, possiamo dire sia stato anche profeta; aveva previsto il concilio Vaticano II e con i suoi modi aveva anticipato l'insegnamento di Papa Francesco».
Azelio Biagioni
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