Il Tirreno

Prato

La palestra per sole donne: qui né uomini né specchi

Maria Lardara
La palestra per sole donne: qui né uomini né specchi

Due imprenditori pistoiesi stanno per aprire “Curves” in viale Montegrappa: «Vogliamo che le clienti si sentano a proprio agio con le loro imperfezioni»

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PRATO. Metti una palestra a ridosso del centro, elimina gli specchi e tutta l'ossessione per pesi massimi e bicipiti gonfi. Niente sguardi indiscreti, niente muscoli da primato ma soprattutto niente... uomini. No, qui il femminismo non c'entra: conta l'esigenza di una maggiore privacy abbinata a un allenamento breve ma intenso (perché le donne, si sa, sono sempre di corsa). Qui, nella prima palestra a marchio "Curves" in Toscana che aprirà i battenti il prossimo 17 ottobre a Prato, entra solo il gentil sesso. Fitness che si declina in rosa, anzi in viola com'è il colore che contraddistingue questa catena di centri sportivi in franchising nata nel 1992 negli Stati Uniti e sbarcata in Italia da pochi anni. Eppure, l'intuizione è di due uomini, originari di Quarrata e Pistoia. Si chiamano Gabriele Gori e Giuseppe Tognacci, procacciatore d'affari l'uno e promotore finanziario l'altro: i due professionisti hanno scelto la piazza pratese per scommettere su un'attività di nicchia che promette successo di marketing come accaduto in altre città (a Bologna hanno aperto ben cinque palestre "Curves").

Fervono i lavori nello spazio di 200 metri quadrati al civico 89/91 di viale Montegrappa dove i macchinari sono quasi tutti già arrivati e dove il coordinatore, Fabrizio Caro, dirigerà uno staff di sei trainers, rigorosamente donne. «Siamo i primi ad avere avuto quest'idea in Toscana - raccontano Giuseppe e Gabriele - Abbiamo scelto Prato perché, rispetto a Pistoia, troviamo che sia una realtà più aperta per recepire la novità».

E la novità non è di poco conto, a partire dal target cui si rivolge il nuovo centro sportivo. Nei locali di "Curves Prato" le signore di ogni età e taglia potranno allenarsi al riparo da indiscreti sguardi maschili. Gli attrezzi sono diversi da quelli cui siamo abituati nelle palestre: il training è mirato e dura solo mezz'ora. «Abbiamo macchinari oleodinamici che sfruttano il principio della resistenza idraulica alla base del metodo "Curves"», spiegano Giuseppe e Gabriele. Niente pesi da cambiare, niente specchi. Perché lo specchio, talvolta, non perdona. «Vogliamo che qui le donne si sentano a proprio agio con le loro imperfezioni e non in imbarazzo». In questi giorni è in atto una serrata campagna in centro con le promoter della palestra che fermano i passanti per far conoscere il nuovo metodo di allenamento. «Abbiamo già tante manifestazioni d'interesse, tanto che dovremo mettere il numero chiuso, fermandoci a 400 socie - concludono Gabriele e Giuseppe - E anche agli uomini piace l'idea di una palestra tutta al femminile dove far sentire a più agio la propria moglie o fidanzata...».

 

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