Il Tirreno

Prato

Arriva Renzi e parte la guerra degli striscioni - Foto - Video

Lo striscione del giovani Pd sotto quello dei giovani Fi
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Lo striscione del giovani Pd sotto quello dei giovani Fi

Prato, al "lenzuolo" sgrammaticato dei giovani di Forza Italia ha risposto lo striscione dei giovani Pd con la scritta "Coomplimenti". Sparisce una parte del manifesto dei forzisti. Silli: "Sono stati gli scagnozzi del Pd", ma la Questura smentisce ("Siamo stati noi") e ne nasce un caso: "Cos'è? Lesa maestà? Brunetta pensa a un'interrogazione parlamentare"

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PRATO. Ancora prima dell'arrivo del premier Matteo Renzi a Prato è scoppiata la guerra degli striscioni tra destra e sinistra (giovanili). Se i ragazzi di Forza Italia, la sera di venerdì 23 settembre, hanno affisso sulla facciata della sede del partito in viale della Repubblica uno striscione polemico verso il premier con la scritta “Renzi hai fallito” scivolando clamorosamente sulla grammatica perché l’estensore ha dimenticato una “o” nella firma: “Cordinamento provinciale giovanile” invece di “coordinamento”, questa mattina sabato 24, è arrivata la risposta dei Giovani democratici che sotto lo striscione azzurro hanno collocato un "lenzuolo" con la scritta “Coomplimenti” e qualcuno del Pd ha lanciato l’hashtag “#deefinitivo”.

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Ma dopo la rimozione dello striscione del Pd e di una parte di quello di Forza Italia è nato un caso che potrebbe finire in Parlamento, perché Forza Italia ha reso noto che Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, starebbe pensando di presentare un'interrogazione sull'operato della Questura.

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Stamattina, infatti, lo striscione di Forza Italia si presentava "mutilato" della prima parte: era sparito il nome di Renzi e l'errore ortografico del "Cordinamento". L'ex assessore Giorgio Silli, responsabile nazionale dell'immigrazione per Forza Italia, ha dato la colpa ai militanti del Pd. "Dunque all'inbrunire (sic) gli scagnozzi del Pd hanno tagliato il nome Renzi dallo striscione (e con esso anche l'errore ortografico)... Fate tenerezza!!" ha scritto sul suo profilo Facebook. Fonti della Questura invece affermano che la prima parte dello striscione di Forza Italia è stato strappato dai poliziotti, e la cosa è stata confermata ufficiosamente allo stesso Silli con un sms.

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"Quello striscione - ha spiegato Silli nel corso di una conferenza stampa sulle ragioni del No al referendum - era tutto tranne che offensivo. Pensavamo fossero stati quelli del Pd a strapparlo, ma ora che mi dicono che è stata la Questura la trovo una cosa molto grave. E' stato informato Renato Brunetta, che non eslcude di presentare un'interrogazione parlamentare. Aver scritto il nome di Renzi su quello striscione sembra quasi un reato di lesa maestà, in una città che sta pensando di vietare la manifestazioni antifasciste. Ero abituato a sentir parlare di fascisti riferendosi ad altri, non a una costola del Pd".

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Il premier Matteo Renzi è arrivato al Museo Pecci con circa 40 minuti di ritardo rispetto all'appuntamento fissato per le 8,45 di stamani, 24 settembre. Il presidente del Consiglio si è scusato con i rappresentanti delle istituzioni e coi cronisti che lo attendevano sul piazzale del Centro per l'arte contemporanea e si è subito infilato dentro il nuovo Pecci insieme al presidente della Regione Enrico Rossi, al sindaco Matteo Biffoni e alle altre autorità, tra cui il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, il sottosegretario Antonello Giacomelli e gli assessori Simone Mangani e Valerio Barberis. Qualche fischio isolato è arrivato dall'altra parte della strada, lungo viale della Repubblica. Uscendo dopo una decina di minuti, il premier ha invitato i pratesi a partecipare all'inaugurazione del prossimo 16 ottobre. Poi si è spostato al Teatro Metastasio per l'iniziativa del Pd sul referendum costituzionale.

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