Sicurezza
«Non può esserci legame tra violenze e goliardia»
PRATO. Sul suo profilo Facebook ha pubblicato lo stemma delle Pagliette con la scritta “Andate in pace”. Un modo per dire “anch'io sono una Paglietta. Usciamo e raccontiamo ciò che siamo”. Perché con...
PRATO. Sul suo profilo Facebook ha pubblicato lo stemma delle Pagliette con la scritta “Andate in pace”. Un modo per dire “anch'io sono una Paglietta. Usciamo e raccontiamo ciò che siamo”.
Perché con le accuse di violenza sessuale mosse a uno dei membri onorari del Club da tre Pagliette, l'associazione non c'entra niente. Ne è convinto anche Giorgio Silli, imprenditore ed ex assessore della giunta Cenni nonché convinta Paglietta.
«La pubblicazione del simbolo delle Pagliette sul profilo Facebook - spiega Silli - nasce dalla decisione di tutte noi Pagliette di dichiarare che lo siamo. E anche oggi rimane l’ orgoglio di farne parte. Quello che è accaduto, del resto, niente ha a che fare con l'associazione. E il tentativo di legare gli abusi sessuali ai riti di iniziazione, secondo me non ha senso. Io ho fatto il bagno nudo in inverno nella fontana della Stazione e sempre nudo, pitturato di verde e nero, sono entrato nel foyer del Metastasio quand'era pieno di gente. Che significa? Niente di più di un rito di iniziazione che ho fatto volontariamente e divertendomi».
Giorgio Silli non ha difficoltà a raccontare che quei riti li ha fatti anche lui da giovane studente del Buzzi. E che tornasse indietro li rifarebbe. Alla base c'è la scelta di far parte di un gruppo goliardico e la volontarietà di divertirsi così.
Silli anche da grande ha continuato a partecipare alle cene o a recitare nello spettacolo della Rivista. «Paglietta lo sei tutta la vita. Io ho fatto la Rivista per molti anni. Avevo smesso di frequentare il gruppo dopo il diploma ma poi ho ripreso le frequentazioni nel 2001 per poi smettere di nuovo quando sono diventato assessore nel 2009. Alla cena delle Pagliette ci sono amici con cui ho legami fortissimi anche se ci vediamo una volta all'anno».
E' difficile capire per chi non ha legami con il gruppo cosa spinga tanti pratesi, anche “vip”, a ribadire la propria appartenenza alle Pagliette pubblicamente.
«Sono due giorni che penso se era possibile rendersi conto di cosa stesse accadendo - commenta Silli - e se, davvero, potessero esserci dei legami tra il club e gli episodi denunciati ma alla fine mi sono detto di no: le Pagliette non c'entrano niente perché un conto è la goliardia un conto sono le violenze sessuali. Il goliarda volontariamente ha dei comportamenti che vive con divertimento, non li subisce».
Per Silli, “Club delle Pagliette” significa anche avere dei valori, segnare il tempo di una giovinezza e di una spensieratezza che se ne vanno. «E a Prato ci sono i riti e i comportamenti che si trovano in tutti i gruppi goliardici del mondo. Niente di più e niente a che fare con le violenze sessuali che sono ben altra cosa e che condanno».
(ile.r.)
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