Sicurezza
Leccio precipita nel cortile dell’asilo e distrugge la casetta
Ha ceduto prima dell’ingresso di bimbi e maestre Non era stato inserito tra gli alberi da abbattere
PRATO. Le mamme si erano opposte al taglio di quegli alberi enormi in via San Vincenzo. E, in particolare, volevano preservare quel bel leccio cresciuto nel cortiletto interno dell’asilo “Orto del lupo” in via San Vincenzo in centro storico che faceva ombra ai piccoli quando, nei mesi estivi, giocavano fuori. Si erano opposte strenuamente al taglio degli alberi, nonostante gli agronomi del Comune, per una serie di motivi, avessero avvertito che si trattava di alberi a rischio caduta. Ed è successo: nelle prime ore di ieri mattina, quando fortunatamente la scuola era ancora chiusa, il leccio ha ceduto ed è precipitato. L'albero, dal fusto alto e con la chioma ancora rigogliosa, che esternamente sembrava sano, è caduto (probabilmente il colpo finale l’ha dato l’ondata di maltempo di venerdì scorso) quando a scuola non erano ancora entrati né bimbi né insegnanti. Si è schiantato sulla casetta che usano i bambini per giocare, distruggendola completamente e a pochi metri dai tricicli “parcheggiati” vicino al muro. Se l’asilo fosse stato aperto - e sarebbe accaduto poche ore dopo - sarebbe stato un disastro. «Avevamo avvertito che gli alberi erano a rischio – spiega l’assessore all’Ambiente Filippo Alessi – non in particolare quello dell'asilo, ma tutte quelle piante costrette a crescere in situazioni particolari. Non interveniamo se non siamo sicuri di ciò che facciamo, come è già successo per gli alberi in piazzetta San Niccolò».
«L’amministrazione comunale – prosegue l’assessore – segue il principio del “minor rischio”, ovvero decide di eliminare quegli alberi che sono anziani, cresciuti in situazione precarie e che per le potature frequenti e per gli ambienti ristretti in cui sono nati, di sicuro, dopo un certo numero di anni, non sono più stabili. In questo caso inoltre – conclude Alessi – l’albero aveva le radici malate, colpite da un fungo, che però all’esterno era impossibile vedere».Il leccio caduto non era infatti fra le piante da abbattere perché da un'analisi esterna non presentava alcun segno di carie, la corteccia del fusto non presentava lesioni e la chioma mostrava una buona vigoria dell'albero. Solo alla base era presente il corpo fruttiferi di un fungo (Ganoderma lucidum), responsabile della carie del legno, ma le dimensioni del corpo fruttifero fungino e la vigoria dell'albero facevano ritenere che la carie fosse in una fase assolutamente iniziale.
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