Il Tirreno

Prato

Pronto soccorso, 100.000 accessi nel 2016

di Camilla Bernacchioni
Pronto soccorso, 100.000 accessi nel 2016

Prato, la relazione dell’ex Asl 4 sulla funzionalità del Santo Stefano: tra il 2010 e il 2015 l’incremento è stato del 33.4%

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PRATO. I pratesi nel 2015 hanno utilizzato il pronto soccorso più di pistoiesi, empolesi e fiorentini: oltre 92mila gli accessi al Santo Stefano.

I dati dettagliati, contenuti nella relazione sanitaria 2015 della ormai ex Asl 4, evidenziano anche eccellenze del dipartimento di emergenza del Nuovo Ospedale.

Gli accessi però continueranno ad aumentare, come annuncia Simone Magazzini Direttore del Dipartimento di emergenza e area critica della Asl Toscana Centro: «Chiuderemo il 2016 con oltre 100mila accessi, il servizio offerto ha riportato i pratesi ha utilizzare il pronto soccorso». Cosa che sta creando anche problemi di gestione degli spazi oltre che di sicurezza per utenti e personale.

«In generale l'incremento si registra in tutte le strutture - continua Magazzini - ma gli oltre 92mila accessi a Prato avvengono in un unico pronto soccorso mentre per esempio nell'ambito fiorentino i 140mila sono distribuiti su 5 punti di primo intervento».

Dall'apertura del nuovo nosocomio pratese, l'incremento dei volumi è stato dell'8,6%, nel periodo 2010-2015 addirittura del 33,4%, mentre nella Asl Centro è stato del 6,9%, e in Toscana al 2,2%. Dei 92.554 accessi l'87% è di Prato, il 3,53 di Pistoia e l'1,5% di Firenze.

I cittadini pratesi, invece, oltre al Santo Stefano, utilizzano Careggi (4,8%) e il Meyer (3%). «I dati ci dicono anche che il pronto soccorso pratese funziona - prosegue Magazzini - si aspetta meno che in altre aree ed è efficiente».

Il problema degli spazi, però, rimane, tanto che a Villa Fiorita, la Asl ha attivato per il ricovero, ad accesso diretto dal pronto soccorso del Santo Stefano, diciannove posti letto di area medica.

«E' innegabile che questi numeri abbiano un impatto forte nella struttura - sottolinea il medico - stiamo lavorando a dei piccoli interventi strutturali e di adeguamento, cercando di guadagnare nuovi spazi per migliorare il comfort per chi accede e per gli operatori stessi che stanno facendo un grande lavoro anche se questo spesso non viene percepito dai cittadini».

I buoni risultati infatti non mancano: a proposito di riaccessi al pronto soccorso entro 72 ore - dato che permette di valutare la capacità di identificare correttamente le persone che hanno la necessità di attivazione di un percorso di cura, ambulatoriale o di ricovero - è al di sotto del 5%, un punto percentuale inferiore rispetto alle altre strutture toscane.

Infine qualche numero sugli accessi per codice assegnato con la netta prevalenza di codici verdi di urgenza differibile e dei codici bianco e azzurro non critici. «Oltre a dover affrontare le urgenze vere queste strutture accolgono una grande varietà di casi sanitari differibili ma anche tante emergenze sociali- conclude Magazzini evidenziando che ormai sempre più spesso i cittadini si rivolgono ai pronto soccorsi per cercare risposte che potrebbero essere trovate in altri contesti - e questo può creare rallentamenti nel dare risposte assistenziali rapide». Tra l'altro, in generale, il tasso di ricoveri dei residenti pratesi al Santo Stefano resta significativamente superiore rispetto sia i residenti della Asl Centro e dei toscani in generale.

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