Attenzione
Piove dal tetto, chiesa chiusa
Disagi alla propositura di San Michele a Carmignano, nessun rischio per la “Visitazione” del Pontormo
CARMIGNANO. La propositura di San Michele a Carmignano è temporaneamente chiusa perché piove dal tetto e un corridoio è inagibile. «Nessun problema di inagibilità – tranquillizzano dal consiglio pastorale -, la chiusura è solo precauzionale». Una parte inagibile c’è, ma è solo il corridoio che collega la canonica alla sacrestia: nessun pericolo dunque per la chiesa, per i fedeli a messa e per la Visitazione del Pontormo, il capolavoro manierista protagonista due anni fa della mostra che a Firenze ha richiamato appassionati da tutta Italia e che è conservato all’interno.La propositura però resta chiusa, perché il corridoio inagibile è l’unico accesso dalla sacrestia alla chiesa. Dovranno essere riorganizzati spazi e percorsi. Nel frattempo, almeno per un paio di settimane, le funzioni si svolgeranno nella più piccola cappella di San Luca, a cui si accede dal chiostro attiguo.E’ da tempo, raccontano i parrocchiani, che piove dal tetto pericolante nel corridoio. E piove anche in chiesa, nonostante i lavori al tetto eseguiti non troppi anni fa. Dopo il temporale di venerdì, il 16 settembre, il parroco don Claudio forse si è impaurito ed ha chiamato i vigili del fuoco per un sopralluogo, i quali hanno appunto dichiarato inagibile il corridoio.
Serve un intervento urgente. Ma non è un problema solo di fondi da trovare, che già questa sarebbe una bella impresa nei tempi che viviamo. La situazione è più complicata. Il parroco preferisce non commentare, ma sono anni che la chiesa è in ristrutturazione. I lavori per sistemare la chiesa di Carmignano che come uno scrigno conserva la cinquecentesca Visitazione del Pontormo e il chiostro francescano che sorge di fianco, sono iniziati più di dieci anni fa. Sono stati spesi anche diversi soldi, si parla di un milione e duecentomila euro, raccolti grazie ai contributi generosi dei fedeli e della ‘banchina’ del paese, il Credito cooperativo Area Pratese che la scorsa primavera si è fuso in Chianti Banca. E’ stata messa in sicurezza la parte che collega la casa del parroco alla chiesa. Si era intervenuti anche sul tetto, lo stesso da cui ora di nuovo piove. Qualcosa non torna. Forse i lavori non sono stati fatti proprio a regola d’arte. Magari la situazione del complesso in dieci anni è cambiata, ulteriormente peggiorata, e si doveva intervenire in altro modo. Sta di fatto che i tecnici sono stati rimossi, l’incarico rescisso e il progetto al momento azzerato, da ripensare tutto da capo.
Un anno e mezzo fa per completare l’opera e recuperare il chiostro e gli altri locali che erano un tempo un convento francescano, fondato dal successore e primo discepolo del santo di Assisi nel 1211, si parlava della necessità di investire un altro milione e quattrocentomila euro. Una cifra da far tremare i polsi. Intanto piove e sta di fatto che occorre far presto. Tutti sono d’accordo, ma non è semplice su un complesso vincolato come è la propositura, di proprietà della curia di Pistoia e dove qualsiasi intervento necessita del via libera e dell’autorizzazione della Soprintendenza. «Attiviamoci» è l’auspicio accorato del capogruppo della destra in consiglio comunale Mauro Scarpitta, tra i primi a dare su Facebook la notizia della chiesa chiusa.
Walter Fortini
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