Cento bimbi stranieri in cerca di collocazione servono 6 aule in più
Prato, la buona notizia: nei nidi privati arriva l’ insegnante di sostegno e in mensa si punta su pasti “speciali” e qualità
PRATO. Scuola: anno nuovo, problemi vecchi. Come quello di smaltire la lista d'attesa dei bambini stranieri che bussano alla porta della scuola dell'obbligo. Per oltre un centinaio, al momento, non c'è posto. Sono arrivati da poche settimane in città, a iscrizioni chiuse: per lo più, sono di origine cinese. I nominativi risultano in mano all'ufficio scolastico territoriale che li ha caricati in un database per agevolare la procedura d'inserimento dei dati da parte delle scuole.
Stranieri in lista d'attesa. Reduce da un incontro con i dirigenti scolastici sull'argomento, l'assessore alla pubblica istruzione Mariagrazia Ciambellotti tiene a puntualizzare che della questione se ne occupa per competenza l'ufficio territoriale del Miur. «Settanta bambini sono già stati collocati durante l'estate. Sono necessarie almeno due classi in più nella primaria e quattro nella secondaria di primo grado per assorbire questi numeri anche in vista di eventuali prossimi arrivi. Ma anche l'anno scorso avevamo chiesto al ministero sei classi e ce ne furono concesse tre». Ogni anno, insomma, la stessa musica. L'attesa più lunga è per entrare in quarta e quinta elementari.
I numeri. Aumentano i pratesi sui banchi di scuola: si passa dai 20100 iscritti nel settembre 2015 ai 20330 di quest'anno. Nel dettaglio, sono 4845 gli studenti che frequentano la scuola dell'infanzia, 9555 quelli della primaria, 5930 quelli iscritti alle medie dove si registra l'aumento di 150 unità rispetto all'anno precedente. La crescita di iscritti alla secondaria di primo grado è confermata anche dall'aumento di classi: 8 in più alle medie negli istituti comprensivi "Iva Pacetti" (sono state ricavate tre nuove stanze dallo spazio mensa), "Puddu", "Gandhi", "Filippino Lippi", "Pier Cironi", "Mazzoni", "Convenevole", "Cicognini", due classi di primaria in più alle "Cicognini" e una alle "Mascagni" nella scuola dell'infanzia. Ed è proprio sui banchi della materna che aumenta la percentuale di presenza media di bimbi non italiani (da 32 a 35%) mentre scende alla secondaria di primo grado (da 28 a 27,50%).
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Mensa e trasporto. Il Comune li chiama pasti "speciali", ovvero pranzi diversificati in base all'appartenenza religiosa e specifiche attitudini dei bambini (problemi di celiachia, intolleranze e allergie alimentari). Su 12.590 pasti somministrati quotidianamente dal servizio di refezione scolastica, 900 rientrano tra gli "speciali". La mensa avrà gli occhi puntati sempre più addosso: il Comune sta lavorando a un documento unico con Asl e Regione per la condivisione di linee guida su situazioni di rischio (come le diete speciali per bimbi intolleranti e allergici).
Educatore di sostegno. Da quest'anno anche i bimbi disabili potranno frequentare gli asili convenzionati accreditati grazie alla presenza di un educatore di sostegno che sarà alle dipendenze delle strutture private: il Comune spenderà 70mila euro per questo servizio a patto che scelgano operatori con i requisiti richiesti dall'ente e che rappresentino una risorsa aggiuntiva in organico.
«Dopo un anno siamo arrivati a un accordo con i nidi privati per l'inserimento dei bambini disabili - fa sapere Ciambellotti - Al momento gli iscritti sono cinque». Accordo che un anno fa s'arenò perché gli asili paritari erano contrari alla possibilità di utilizzare il personale delle cooperative su cui s'appoggia il Comune per le proprie strutture. Edilizia scolastica. S'è rifatta il look la primaria di via Taro, più grande e più bella grazie ai lavori di raddoppio costati 2 milioni e 253mila euro (inaugurazione ufficiale agli inizi di ottobre). Quest'anno avranno palestre più sicure a prova di terremoto la primaria "Meucci" e "Dalla Chiesa" (investimento totale di 250mila euro). Procedure di gara aperta per la nuova scuola dell'infanzia di via Ponzano (3 milioni e 100mila euro) e l'ampliamento della primaria di Cafaggio (1 milione e 550mila euro).
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