La protesta
Nella Tenda del silenzio dove i pensieri uniscono le comunità
Prato, in piazza delle Caceri il gazebo delle associazioni La Tenda, Venti di Terra, Baha'i, Suore Orsoline e Ordine secolare francescano.
PRATO. Il silenzio contro il grande caos di questi tempi. Una tenda per abbattere la Babele della torre. Assenza di parole per unire, perché per intendersi bastano pensiero ed empatia. Un sperimento semplice quindi “rivoluzionario” quello degli organizzatore della Tenda del silenzio in piazza delle Carceri (il comitato è composto dalle associazioni La tenda, Venti di Terra, comunità Baha’i, comunità delle Suore Orsoline e Ordine Francescano secolare), piantata di fronte alla basilica dedicata alla Madonna, nella quale, chi vuole entra, si siede sulle sedie o sui tappeti, e finalmente non fa nulla: tace, riflette, medita, forse prega. E con il silenzio si unisce alla comunità. Il silenzio è uguale per tutti.
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E' il terzo anno consecutivo che la tenda della meditazione viene aperta ai pratesi, che rispondono, sempre. “Il primo anno – spiega Sonia Gelsumini, tra gli organizzatori, dell’Ordine francescano secolare – abbiamo avuto incredibilmente almeno duecento presenze. Alle 21, orario nel quale la tenda si chiude, c’era ancora una persona. Per smontare la struttura abbiamo atteso che terminasse la sua riflessione”. L’anno successivo è entrata qualche persona in meno – “ma sempre numeri soddisfacenti” – quest’anno si vedrà. Il fatto è, però, che non appena alzato il telo che chiude l’ingresso, i primi rivoluzionari del silenzio sono entrati. Sette persone che in pochi minuti hanno riempito il vuoto di pensieri.
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Il tema della tenda 2016 è d’attualità: la fuga, il viaggio, il distacco, lo sradicamento. Insomma, il grande esodo dei profughi che fuggono da fame, guerre e violenza "mentre noi, cittadini italiani, cittadini di Prato – sta scritto nel depliant che viene consegnato a chi si avvicina al gazebo – fuggiamo dalle nostre paure”. “Dobbiamo trovare in questi profughi lo specchio di noi stessi – narra l'opuscolo – E’ questa la sfida del coraggio”.
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