Il Tirreno

Prato

Addio a Essegiemme, cesserà entro il 2017

Cristina Orsini
La sede di Essegiemme in via Paronese
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La sede di Essegiemme in via Paronese

Prato, è la seconda società pubblica che viene eliminata dopo Asm Servizi e da ottobre la sosta si pagherà con lo smartphone

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PRATO. Addio a Essegiemme, la società di Asm che gestisce i parcheggi, che ha 14 dipendenti (escluso il presidente Angelo Formichella) e che ogni anno paga un canone di concessione al Comune di 750.000 euro. Non è cosa che accadrà subito - il limite massimo di sopravvivenza è fissato al 31 dicembre 2017 - ma anche la società cui fanno capo gli spazi cittadini dedicati alla sosta, le strutture coperte, la gestione dei permessi, è destinata a scomparire come è già accaduto ad Asm servizi confluita in Consiag servizi. «Si tratta di una via obbligata - spiega il vicesindaco con delega alle partecipate Simone Faggi - in vista della fusione delle società che si occupano del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti».

Asm, Quadrifoglio, Publiambiente e Cis si sono aggiudicate la “garona” da 270 milioni l’anno per 20 anni in tutta l’area della Toscana centrale e il primo passo - difficile - per avviare la macchina è proprio la fusione aziendale le cui trattative sono entrate in una fase delicata. E se Asm, tra le altre cose, porterà in dote Programma Ambiente, la società che si occupa di rifiuti speciali, non altrettanto potrà accadere con Essegiemme. «Tanto più - prosegue Faggi - che l’amministrazione comunale ha l’intenzione di legare il sistema complessivo dei parcheggi al Piano della mobilità urbana sostenibile (Pums ndr) per riformarlo sia dal punto di vista della gestione sia delle tariffe». L’obiettivo ultimo è noto: realizzare un sistema che preveda soste più esose man mano che ci si avvicini al centro storico, aumentando, se possibile, le aree libere nelle periferie. Come, questa filosofia, verrà attuata, è ancora tutto da scoprire.

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Per il momento, però, l’attenzione di Asm e Comune è rivolta a individuare il metodo con il quale fare cessare Essegiemme «con la priorità - afferma Faggi - di preservare i posti di lavoro». «Un obiettivo - spiega il presidente Formichella - che si può raggiungere facendo in modo che la riallocazione del personale resti nell’ambito pubblico». Tre le strade possibili da percorrere: una gara per riaffidare il servizio-parcheggi che però, in questo caso, sarebbe privatizzato; far tornare la gestione nell’alveo comunale; affidare il comparto a una società pubblica già esistente.

«Anche se il destino della srl è segnato - continua Formichella - la formula della privatizzazione è quella che convince meno, proprio per la salvaguardia del personale». Alla guida della società dal luglio 2015, l’architetto è stato nominato dal Comune proprio per guidare la transizione. «E per aumentare - dice - la produttività che nel 2016 ha registrato un più 6%, su un bilancio di 2 milioni 200.000 euro complessivi (in calo di circa 300.000 euro rispetto agli anni passati per l’eliminazione dei parcheggi del vecchio ospedale e di piazza delle Carceri ndr). Questo significa - continua - che mantenendo bloccate le tariffe dei parcheggi abbiamo comunque avuto un aumento negli incassi vuoi per un uso maggiore degli spazi, vuoi per una minore evasione».

E sono aumentati anche gli investimenti, in particolare quelli tecnologici. «Già in ottobre - conclude Formichella - si potrà pagare la sosta con lo smartphone e senza alcun aumento di costi perché l’aggio al gestore sarà a carico di Essegiemme».

 

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