Sicurezza
Aggrediti e feriti tre agenti della Polizia municipale
Prato, sono stati feriti durante un controllo in via Cava. Trasportati al pronto soccorso. In ospedale anche l'aggressore
PRATO. Erano andati in via Cava per prelevare un cinquantatreenne con problemi psichiatrici. L’obiettivo era portarlo dallo specialista in modo che riuscisse, con dei medicinali, a tranquillizzarlo dopo che per tutta la notte aveva tenuto la radio accesa a tutto volume in casa, con porte e finestre aperte affinché i suoi vicini ne avessero disturbo. Dopo un’ora e mezzo dall'arrivo tre agenti della polizia municipale si sono ritrovati al pronto soccorso con ferite da arma da taglio. In particolare una delle vigilesse è stata aggredita alle spalle dall’uomo e accoltellata con un coltello da cucina. Fortunatamente la prognosi non è grave per nessuno dei tre.
Erano le 10 quando la pattuglia si è fermata davanti a uno dei numerosi terratetto che punteggiano la via. Uno delle tante costruzioni, tutte uguali, disseminate per la città se non per un lenzuolo appeso alla ringhiera del terrazzo con scritto “paese di deficenti”. Sì, erano i vicini di casa che lo conoscono fin da ragazzino, l’ultima fissa dell’uomo. Diceva che lo prendevano in giro, che ridevano di lui e questo lo faceva star male quando non prendeva le medicine necessarie per tenere a freno la sua malattia. La situazione dell’uomo è peggiorata con la morte del padre con cui viveva fino a circa un anno fa. “Con lui riusciva a star calmo – raccontano – poi, in particolar modo, a partire dall’estate le sue condizioni sono state sempre peggio. Aveva preso ad accendere la radio a tutto volume giorno e notte lasciando volutamente aperte porte e finestre. E anche la sorella, che vive in una casa a poche decine di metri, non riesce a gestirlo: una volta l’ha persino rinchiusa in una stanza con i figli”.
E proprio la sorella dopo una notte trascorsa con la musica accesa ha deciso di contattare l’unità di psichiatria dell’ospedale di Prato da cui l’uomo è in cura. Lui di andare dallo psichiatra neanche a parlarne ma, del resto, quella radio andava spenta e il fratello era di nuovo troppo agitato. Da qui la decisione di andare a prenderlo a casa. Non era la prima volta che veniva sottoposto a un accertamento sanitario obbligatorio.
Quando la pattuglia della polizia municipale è arrivata davanti a casa lui di aprire la porta non ne voleva sapere e subito i due agenti sono stati avvisati dai vicini che l’uomo aveva già avuto accertamenti di quel tipo e non li aveva presi troppo bene. Gli agenti hanno chiamato i rinforzi che non hanno fatto in tempo ad arrivare. L’uomo è uscito dalla porta sul retro, dove si trova un magazzino tessile, e con un coltello da cucina ha accoltellato la vigilessa alla schiena. Fortunatamente è riuscita a schivare il fendente riportando solo un taglio curato con dei punti di sutura. Il collega ha quindi cercato di disarmarlo e anche lui si è procurato dei tagli alle mani. Nel frattempo sono arrivati altri il medico e altri due agenti, uno nella colluttazione si è procurato qualche abrasione.
Il paziente è stato quindi sedato, accompagnato in ospedale, e sedato. E anche i tre vigili sono stati medicati. Un episodio non esente dalle polemiche. A partire dal comandante della polizia municipale Andrea Pasquinelli che fa notare come “esista un protocollo per interventi di questo tipo che sono sempre delicati ma che in questo caso l’Asl non aveva avvertito che potevano esserci dei rischi. La vigilessa tra l’altro non indossava gli appositi giubbotti che le avrebbero evitato la ferita proprio perché non dovevano esserci rischi di questo tipo. I vicini lo sapevano, noi no”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
