Finanza
Materne ed elementari, sindacati in rivolta per le nomine
Secondo Cgil, Gilda e Cisl a Prato sarebbero discriminati i diplomati magistrali e si annuncia una battaglia legale
PRATO. Sindacati degli insegnanti in rivolta contro le nomine dei docenti alle materne e alle elementari a Prato e Pistoia. In una dura nota i rappresenntanti di Gilda, Cisl e Cgil "esprimono grave sconcerto per le modalità di avvio delle operazioni di nomina in ruolo nella scuola dell’Infanzia e Primaria sia a Prato che a Pistoia, con palese disparità di metodo tra due province". I sindacati sospettano una disparità di trattamento "per coloro che sono stati inseriti con riserva (contrassegnati con la lettera T ) nelle due province".
"La prima perplessità - si spiega nella nota - riguarda la procedura, adottata a Prato, affrettata e niente affatto corretta sul piano della tempistica: pubblicazione definitiva delle graduatorie nel tardo pomeriggio di venerdì e a seguire pubblicazione della convocazione, qualche ora dopo, per lunedì pomeriggio (ore 14.30 primaria , 15.30 infanzia) e mancata pubblicazione delle disponibilità di cattedre della primaria. Quindi nessuna possibilità di correggere gli eventuali errori, per altro anche già segnalati, nella graduatoria e sicurezza di errori nell’assegnazione cattedre con strascichi di proteste e ricorsi".
"Ma la questione più grave - aggiungono i sindacati - oltre alla già indicata disparità di trattamento tra le due province, riguarda il mancato recepimento da parte dell’Ufficio scolastico regionale e quindi dell’Ambito Territoriale di Prato della nota 5327 del Ministero che risolve la problematica dell’inserimento dei diplomati magistrali entro l’anno scolastico 2001/02. Secondo tale nota, ribadita poi successivamente dal Miur e recepita da tanti Uffici scolastici regionali e province d’Italia, con la pronuncia cautelare l’inserimento deve avvenire a pieno titolo dando accesso a tutte le utilità ad essa connaturate e da essa discendenti, ivi incluse le destinazioni di proposte di assunzione sia a tempo indeterminato che a titolo temporaneo. Così non pare essere a Prato (a Pistoia non è chiaro) dove invece tale “ utilità” viene riconosciuta solo a chi ha ottenuto dal giudice un provvedimento di “ottemperanza”; ma i provvedimenti tanto del Tar che del Consiglio di Stato hanno efficacia con o senza ottemperanza. Infatti l'ottemperanza non è altro che un'azione legale che viene promossa dal ricorrente a fronte dell'inerzia dell'Amministrazione ad eseguire quanto già disposto nel provvedimento giudiziario emesso. Non si riesce a comprendere perché in Toscana e a Prato le indicazioni del Miur, del Tar Lazio e
del Consiglio di Stato non vengono applicate e altrove sì".
"Questo comportamento, se non verrà urgentemente modificato, porterà a gravi disparità di trattamento, con
conseguenze economiche e sociali sulla vita delle persone interessate che non potranno far altro che attivare nuove azioni legali nei confronti dell’amministrazione scolastica. A ciò si aggiungano i danni recati alla Pubblica Amministrazione in termini organizzativi e monetari (conseguenti agli inevitabili contenziosi) che dai suddetti illeciti comportamenti ne deriveranno". I sindacati promettono di dare battaglia anche in sede giudiziaria.
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