Il Tirreno

Prato

«L’assicurazione non paga e io rischio di chiudere»

La protesta di una negoziante di via Bologna che nel giugno dell’anno scorso ha subito un ingente furto. L’agenzia: «Ci sono accertamenti in corso»

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PRATO. «Ho subìto un grosso furto, pago ogni anno 1.500 euro all’assicurazione, ma dal giugno del 2015 non riesco a incassare il risarcimento e ora rischio di dover chiudere il negozio».

Questa, in poche parole, è la situazione di Elvira Flaviano, titolare del negozio Mon Paris di via Bologna 192, specializzato nella vendita di capi usati anche griffati per conto terzi.

I suoi guai sono iniziati nella notte tra il 5 e il 6 giugno 2015, quando i ladri entrarono nel negozio e portarono via praticamente tutto, con un danno stimato dalla negoziante in 59.102 euro. La negoziante, passato un momento di sconforto, era abbastanza tranquilla, visto che era assicurata contro il furto con l’Allianz (agenzia Prato Nord di via Bologna)per un massimale di 50.000 euro, ma le cose sono andate diversamente. «Mi hanno fatto un sacco di storie - spiega - Da quasi un anno e mezzo aspetto di essere risarcita ma loro dicono che devono indagare e intanto coi clienti me la sono dovuta vedere da sola».

I clienti di Mon Paris in genere portano uno o più capi d’abbigliamento che vengono messi in conto vendita e poi il ricavato viene spartito. Saputo del furto, quasi tutti sono andati al negozio pretendendo di riavere il corrispettivo per i loro capi e la signora Flaviano dice di averne pagati alcuni e di aver dato in cambio merce ad altri, sostenendo una spesa non irrilevante. Da tutti si è fatta firmare una ricevuta e poi le ricevute sono state consegnate all’assicurazione, ma anche questo sistema non ha sbloccato la situazione perché, come spiega l’avvocato della negoziante, Luciano Lenzi, Allianz pretende che tutti i clienti firmino una nuova ricevuta, autenticata dal perito o dallo stesso legale. Questa, secondo l’avvocato, assomiglia molto a una tattica dilatoria per non pagare nei tempi dovuti. Intanto alla negoziante è stata offerta una somma “a saldo e stralcio” di 15.000 euro, che la signora Flaviano ha rifiutato. «In alternativa l’assicurazione sarebbe disposta a risarcire ogni singolo cliente - aggiunge - ma posso io chiedere di nuovo a ognuno dei miei clienti, alcuni sono pensionati, di fare nuovamente una richiesta danni?».

Per questo la negoziante ha deciso di citare in giudizio la compagnia Allianza, che ha sede a Trieste, e comunque si dice molto amareggiata: «Per colpa di questa cosa ora rischio di dover chiudere l’attività. Pensavo che essendo assicurata sarei stata anche tutelata, ma non è così».

Dall’agenzia di via Bologna si limitano a dire che loro, in quanto agenti, fanno solo da tramite. «So che sono in corso accertamenti - spiega l’agente Massimiliano Pagli - e in certi casi sono cose lunghe. Fino a quanto il giudice non avrà chiuso il fascicolo su quel furto il danno potrebbe non essere liquidato».

Paolo Nencioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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