Il dolore
Ecco il “Nuovo cinema Pecci”
Nell’ex sala conferenza al piano terra, nascerà la sala proiezione con 120 posti e due grandi vetrate
PRATO. “Nuovo cinema Pecci”. Ecco il nome scelto per l’ex auditorium del Museo Pecci, che si trasformerà in sala cinematografica, al pianterreno del vecchio edificio, disegnato da Italo Gamberini. Fino ad oggi è stato utilizzato per conferenze con capienza massima di 99 persone, ma utilizzato qualche volta anche per serate conviviali. Dopo l’ampliamento e la riorganizzazione dell’intero complesso il direttore artistico Fabio Cavallucci ha chiesto la trasformazione dell’auditorium in sala cinema, che verrà gestita dal museo. La proposta è stata accolta con favore dal’assessore Valerio Barberis e così il 14 ottobre si terrà qui il convegno indetto da Cavallucci con gli ex direttori del museo pratese. Il progetto del nuovo cinema, accessibile direttamente dalla corte esterna, è costituito dal foyer, un grande locale di ingresso ampio più di 30 mq per l’accoglienza, con un’area attesa e relax, da cui si accede ai servizi e al bar attiguo. La biglietteria, connessa direttamente con il foyer, sarà il centro di tutto il nuovo cinema da cui sarà possibile gestire “in remoto” tutte le fasi della proiezione, la gestione degli impianti illuminotecnici e di condizionamento e il controllo della sala grazie a telecamere a circuito chiuso. Dal foyer si accede alla sala cinema: una platea di 9 gradoni con due accessi laterali per complessive 120 sedute fisse. Dalla parte opposta un podio in legno costituirà un palco per i conferenzieri o in alternativa per piccole rappresentazioni teatrali e concerti. La sala sarà inoltre corredata da due grandi vetrate laterali, una di esse anche via d’esodo verso la corte interna del museo, mentre una cabina regia ricavata alle spalle della sala cinema, ospiterà l’impianto di proiezione e fonico, le postazioni per i traduttori simultanei, i quadri elettrici di comando. Il vano sarà posto allo stesso piano dell’ultimo gradone, differenza di quota che sarà superata per mezzo di una scala in ferro. «Il cinema ha un accesso anche dall’esterno così da poter restare aperto anche quando il museo è chiuso» spiega l’assessore Barberis, impegnato a far sì che sia tutto pronto per l’inaugurazione. Il direttore Cavallucci da parte sua ha già redatto un programma di massima avvalendosi dell’operato di Luca Barni , curatore del settore cinema del museo. «Oltre al convegno con i miei precedessori, stiamo definendo una programmazione di filmati sul tema della mostra inaugurale, ma sia ben chiaro non sarà un cinema d’essay, ma un cinema di qualità» conclude Cavallucci, assicurando che funzionerà anche come spazio per le conferenze.
Riccardo Tempestini
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